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BASTA BUGIE - Omosessualità

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Gender, gay pride, movimento LGBTQIecc. hanno conquistato tutti gli spazi possibili e immaginabili: come possiamo difenderci da questi attacchi alla legge naturale (e al buon senso)?

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Catechista "sposa" una donna, la diocesi la rimuove, non potrà più insegnare catechismo

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6339CATECHISTA ''SPOSA'' UNA DONNA, LA DIOCESI LA RIMUOVE, NON POTRA' PIU' INSEGNARE CATECHISMO da Sito del TimoneLa diocesi di Minorca (Spagna) ha riferito di aver deciso di allontanare una delle sue catechiste dal Centro Catechista Sant Miquel dopo che ha sposato civilmente un'altra donna, poiché ciò «implica pubblicamente non accettare l'insegnamento della Chiesa sul matrimonio».«Nella comunità ecclesiale», motiva la diocesi, «con l'aumentare della responsabilità dei suoi membri, è richiesto un maggior grado di impegno. Oltre ad avere qualità oggettive da parte di chi ricopre una posizione, è molto apprezzata anche la vita esemplare, che deve essere un chiaro riferimento per gli altri». In questo modo precisano che «siamo tutti chiamati alla santità e a vivere in comunione all'interno della Chiesa, ma quando si aderisce ad un'associazione o si esercita una posizione di maggiore responsabilità, viene richiesta una credibilità aggiuntiva da parte della persona che deve assumere una funzione specifica, affinché la missione che gli è stata affidata sia feconda e che la persona specifica non possa provocare alcun tipo di scandalo nei fedeli. Siamo nel campo della coerenza e dei principi; non di sanzioni o esclusioni», insistono.Per questo spiegano che «dire a una persona che non può essere catechista o presidente di una confraternita, ecc. non significa che si considerino [quelle persone] separate dalla Chiesa, poiché nonostante le loro particolari circostanze continuano a far parte della famiglia ecclesiale come battezzati e come tali possono e devono partecipare». [...] Ribadiscono che mettendosi «nel campo dell'incoerenza, poiché contrarre un matrimonio civile con una persona dello stesso sesso significa non accettare pubblicamente l'insegnamento della Chiesa sul matrimonio, a nostro avviso, implica il non poter insegnare la fede cristiana ai più giovani».«Essere catechista è una missione che la Chiesa affida a certe persone affinché, in suo nome, insegnino la fede che la Chiesa professa. Non esiste un diritto prioritario di essere catechista», sottolineano nel comunicato e ricordano che «spetta alla Chiesa valutare le qualità che un catechista deve possedere prima di affidare o ritirare questa missione, senza che ciò implichi discriminazione o esclusione». E quindi, in questo contesto di «credibilità e coerenza, ci sentiamo responsabili di garantire ai fedeli che la dottrina impartita nella nostra catechesi corrisponde al pensiero e al sentimento della Chiesa» e «i fedeli hanno il diritto di chiederci catechisti ben preparati e coerenti con ciò che insegnano». [...]Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.VESCOVI CONTRO IL DDL ZANAlcuni vescovi, come riferisce anche ProVita, criticano apertamente il Ddl Zan. Ecco una carrellata. Monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia: «Si fa passare come normale una certa visione della sessualità e si silenzia ogni visione diversa, vista come attentato ai diritti». Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca invece sottolinea che se passasse questa legge non si potrebbe nemmeno più criticare l'utero in affitto, pratica detestabile perché «non si tratta di affittare un garage, ma si tratta di un'esperienza che lascia una traccia non ineliminabile semplicemente, ma anche biologica, spirituale, tra due soggetti, perché la maternità è una cosa seria». E poi «c'è l'interesse primario del bambino che ha diritto ad avere legami con coloro che lo generano perché questi legami non sono removibili dalla psicologia profonda delle persone».Infine monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo: «La chiesa non è mai stata nemica degli omosessuali ma tende a ribadire l'oggettività delle cose, proprio a tutela del bene ultimo delle...

8 min3 w ago
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Catechista "sposa" una donna, la diocesi la rimuove, non potrà più insegnare catechismo

Le unioni civili non sono una famiglia e quindi non vanno riconosciute giuridicamente

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6342LE UNIONI CIVILI NON SONO UNA FAMIGLIA E QUINDI NON VANNO RICONOSCIUTE GIURIDICAMENTE di Corrado GnerrePer "unioni civili" s'intendono quelle unioni, riconosciute giuridicamente come diritto comune, tra persone non sposate, anche dello stesso sesso.Le unioni civili non sono famiglia. La Chiesa ha sempre affermato che la famiglia nasce dall'unione indissolubile fra un uomo ed una donna.Ciò, ancor prima di diritto soprannaturale, è già di diritto naturale.Pertanto, tale verità non può essere negata da nessuna autorità né politica né tantomeno religiosa. Insomma, neppure un papa può negarla.Dal momento che il diritto positivo non può entrare in contraddizione con quello naturale, nessuna autorità politica è legittimata a legiferare in favore delle unioni civili.IL MATRIMONIO TRA UOMO E DONNA DEVE ESSERE RICONOSCIUTO, LE UNIONI CIVILI NONon esiste un "diritto alla famiglia".Questa, la famiglia, deve perseguire il suo fine naturale e anche soprannaturale.Solo una concezione libertaria ed individualista può concepire, come un diritto, la famiglia per tutti e quindi anche la trasformazione di un'unione omosessuale in famiglia.Giuridicamente viene riconosciuto l'istituto matrimoniale perché esso comporta una serie di impegni. Per esempio: quello di far nascere nuovi uomini e di educarli affinché siano bravi ed onesti cittadini.Non è così per le unioni civili. Le unioni civili tra uomo e donna, infatti, non offrono ai figli intenzionalmente la volontà di creare un nucleo affettivo stabile.A maggior ragione per quanto riguarda le unioni civili tra coppie di omosessuali, dove già per natura è impossibile mettere al mondo nuove vite.Inoltre, se un'autorità politica riconoscesse le unioni civili, a maggior ragione quelle omosessuali, riconoscerebbe implicitamente che queste relazioni "affettive" sarebbero conformi al bene comune. E ciò è inaccettabile per la morale sociale naturale e cattolica.RICONOSCERE LE UNIONI CIVILI APRIREBBE LA STRADA ALL'ACCETTAZIONE DI ALTRI PSEUDO-DIRITTIUna volta che si ammette il principio che si debba riconoscere l'unione tra due omosessuali, non ci sarebbero più limiti ad altre aberrazioni.Primo: non si potrebbero evitare le adozioni di figli. Infatti, se un'unione omosessuale ha il diritto di essere riconosciuta, perché non dovrebbe avere anche il diritto di adottare come tutte le coppie?Secondo: non si potrebbero evitare le gravidanze surrogate (utero in affitto), almeno per quegli Stati dove tale possibilità è riconosciuta.Terzo: non si potrebbero in futuro evitare anche riconoscimenti di unioni di poliamore (poligamia, poliandria, ecc.) perché, se deve saltare il dato di natura per l'affermazione dei diritti, allora non si capirebbe perché non debba saltare anche il dato naturale secondo cui deve essere una coppia il fondamento dell'amore coniugale.Se proprio la preoccupazione è quella di evitare che le persone omosessuali siano privati di alcuni diritti fondamentali, va ricordato che il riconoscimento di diritti comuni non è necessario perché vengano riconosciuti diritti individuali.LA CONDANNA MAGISTERIALE DELLE UNIONI CIVILILa Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2003 pubblicò un documento, approvato da Giovanni Paolo II, dal titolo Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali.Eccone un estratto: «In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali [...] è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all'applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. Le...

6 min3 w ago
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Le unioni civili non sono una famiglia e quindi non vanno riconosciute giuridicamente

In arrivo (l'ennesimo) aggiornamento lgbt delle emoticon

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6316IN ARRIVO (L'ENNESIMO) AGGIORNAMENTO LGBT DELLE EMOTICONAltre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): solo i trans possono interpretare i trans nei film di Hollywood, gli studenti dovranno seguire lezioni arcobaleno, se ti fingi trans per entrare nelle quote rosadi Manuela AntonacciEra nell'aria da mesi, ma con il coronavirus il progetto era stato rimandato. Ora invece è ufficiale: al posto delle emoji del pacchetto 14.0, l'Unicode Consortium, darà la possibilità, agli utenti di tutto il mondo, di usufruire dell'aggiornamento dello standard 13.0. E in che cosa consisterebbe?Evidentemente in una nuova ricca di scelta di faccine, per la precisione, 217, alcune delle quali perfettamente allineate con certi diktat culturali. E sì perché accanto alle immagini di due nuovi cuori (uno fasciato l'altro circondato da fiamme) e a tre nuovi smiley, abbiamo praticamente la rappresentazione iconografica del "politicamente corretto", in ogni sua sfaccettatura: dalle coppie gender neutral di ogni razza, alle donne barbute (per la precisione, accanto alla dicitura "uomini con barba" c'è anche la dicitura "donne con barba" e il non ben precisato "persone con barba"). Insomma il condensato dell'ideologia che attualmente si cerca di imporre in ogni occasione lecita e illecita e, ormai, persino in modo quasi ridicolmente subliminale con le faccine degli smartphone, perché nessun segmento del reale dev'essere lasciato libero dall'influenza del gender diktat.Ebbene sì, perché la convinzione che maschi e femmine non si nasca ma si diventi, deve accompagnarci in ogni momento della giornata e a ogni tocco della tastiera del nostro cellulare.Insomma un'importante dimostrazione pratica di come, secondo questa ideologia che di scientifico non ha davvero nulla, l'identità sessuale sia qualcosa di accessorio, contingente, come avere i capelli rossi o biondi e non un connotato fondamentale della persona che la identifica come tale e in maniera unica e irripetibile anche nel suo modo di rapportarsi in quanto essere umano, uomo o donna. Ma è appunto riducibile ad una caratteristica qualunque, non solo variabile ma anche intercambiabile col genere opposto. Come se l'essere umano fosse un cyborg formato da pezzi componibili e non un unicum di anima corpo e psiche.Un'iniziativa di cui non sentivamo davvero la mancanza e che vuole passare come "inclusiva" ma che rischia di produrre, paradossalmente l'effetto opposto. Perché nell'epoca della spersonalizzazione dell'individuo e del moltiplicarsi dei generi e delle identità, ci sarà sempre qualcuno che si sentirà "discriminato" in quanto non incluso in nessuna di queste immagini, con il rischio di scivolare man mano (come sta accadendo...) nel ridicolo.Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.SOLO I TRANS POSSONO INTERPRETARE I TRANS NEI FILM DI HOLLYWOODLa guida per registi e sceneggiatori TRANSform Hollywood chiede che solo le persone transessuali possano interpretare ruoli trans: « Semplicemente non è conveniente assumersi questo rischio; progetti recenti che hanno scelto attori cis [persone eterosessuali e non transessuali] per interpretare ruoli trans hanno visto la marea dell'opinione pubblica rivoltarsi contro di loro e hanno avuto un contraccolpo al botteghino».L'attrice Scarlett Johansson ci aveva provato per il film Rub and Tug, ma poi ha lasciato perdere. Analogamente è capitato a Halle Berry la quale addirittura si è scusata con la comunità trans: «In quanto donna cisgender, ora capisco che non avrei dovuto prendere in considerazione questo ruolo e che la comunità transgender dovrebbe senza dubbio avere l'opportunità di raccontare le proprie storie. Sono grata per i consigli e i confronti critici avuti negli ultimi giorni e...

8 minOCT 7
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In arrivo (l'ennesimo) aggiornamento lgbt delle emoticon

Palloncini LGBT contro il Cremlino

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6308PALLONCINI LGBT CONTRO IL CREMLINO di Chiara ChiessiAlexander Donskoy, ex sindaco della città russa Arkhangelsk ed oggi artista, si è dichiarato pubblicamente omosessuale nel 2017. Intorno alla metà del mese di agosto, ha voluto lanciare un messaggio alla politica da lui considerata "omofoba" della Russia ed al suo presidente, Vladimir Putin, appendendo una bandiera LGBT a decine di palloncini gonfiati ad elio. La bandiera ha poi raggiunto proprio il Cremlino. Donskoy ha spiegato che il gesto era un messaggio per dire basta alla legge anti-propaganda LGBT approvata dalla Russia nel 2013, ma anche per denunciare l'attacco alle ambasciate che nel mese del pride hanno voluto dimostrare il loro supporto esponendo una bandiera arcobaleno fuori dalle loro sedi. In Russia vige infatti fortunatamente una legge che vieta la propaganda LGBT rivolta ai minori di 18 anni; insomma tutto quello che sta succedendo da noi nelle scuole, oppure tramite film o musica, è vietato in Russia. Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.SOLDI RAI PER FILM PRO UTERO IN AFFITTOLa Rai finanzia un docufilm, dal titolo «Tuttinsieme», in cui il regista Puccioni racconta la relazione con il suo compagno, a lui unito civilmente (celebrante Nichi Vendola e presente Monica Cirinnà), e i bambini avuti con la pratica della maternità surrogata, pratica vietata nel nostro Paese. Dunque noi contribuenti abbiamo finanziato l'uscita di questa pellicola.Nel lungo trailer del film il regista vuole offrire un quadro positivo di tale pratica, forse dimentico che per avere un bambino in braccio molti altri non potranno mai venire alla luce, che molte donne nel mondo vengono sfruttate come incubatrici di carne e che la maternità surrogata, in modo preordinato, strappa a forza un bambino dalla sua madre biologica.(Gender Watch News, 15 settembre 2020)CONDANNATA UN'ATLETA PERCHÉ DOTATACaster Semenya è stata medaglia d'oro negli 800 metri femminili ai Mondiali di atletica leggera di Berlino, stravincendo sulle altre concorrenti. Semenya è molto dotata perché ha, per natura, livelli assai elevati di ormoni maschili. Questo l'avvantaggerebbe e dunque il Tribunale arbitrale internazionale dello sport di Losanna nel 2019 aveva deciso che l'atleta avrebbe dovuto sottoporsi a terapie per diminuire il testosterone. L'atleta fece ricorso e recentemente il Tribunale federale svizzero ha rigettato il ricorso.Due rapide considerazioni. Se per natura un atleta è più dotato degli altri dobbiamo mettere i ceppi al suo talento per renderlo uguale agli altri? Chiediamo a Cristiano Ronaldo di correre meno velocemente in campo per rendere le partite più eque?Seconda riflessione: fuori le donne troppo androgine e dentro i transessuali maschi che gareggiano con le donne e, nonostante i trattamenti, hanno il testosterone a mille, più forza e maggiore densità corporea?(Gender Watch News, 16 settembre 2020)URSULA VON DER LEYEN E JOE BIDEN ACCUSANO LA POLONIA DI AVERE ZONE LGBT FREE (MA È UNA FAKE-NEWS!)Ok, la misura è colma e stracolma. Non posso tacere. Questa notte, la facciata della sede della Commissione Europea è stata illuminata con la bandiera polacca su fondo arcobaleno. E una scritta: «Stop alle zone LGBT free in Polonia». Chi conosce l'attaccamento dei polacchi alla propria bandiera non si stupirà di sapere che questa azione commessa dalla Commissione Europea è stata considerata una profanazione. Al di là di questo, non si è mai visto un simile attacco ad uno Stato membro, né una minor considerazione delle opinioni di milioni di cittadini europei.Questa è solo una delle tante reazioni della élite mondiale alle famose zone «Lgbt free» polacche. C'è stato l'intervento...

10 minSEP 30
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Palloncini LGBT contro il Cremlino

Legge contro l'omofobia rinviata a ottobre

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6277LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA RINVIATA A OTTOBRE di Giuliano GuzzoLa notizia non autorizza chissà quali festeggiamenti, ma di certo non è una cattiva notizia: il ddl Zan contro contro l'omotransfobia e la misoginia tornerà alla Camera dei Deputati solo nel mese di ottobre. Non prima. Alla base di questo nuovo slittamento, l'urgenza governativa di votare, necessariamente la settimana prossima, il decreto semplificazione che va a scadenza; inoltre, a seguire, ci sarà una pausa dettata dalle elezioni regionali, accorpate al referendum confermativo. Non è finita: a settembre, infatti, si accenderanno i riflettori su un altro provvedimento centrale per la vita politica italiana: la nuova legge elettorale.Quello che attende il Parlamento almeno per le prossime settimane è dunque un calendario fittissimo, nell'ambito del quale il ddl Zan - dati di fatto alla mano - non rappresenta una priorità inderogabile né, tanto meno, una questione politica di vita e di morte. Senza dimenticare poi il grande tema della riapertura delle scuole - verso cui le Regioni italiane stanno di fatto procedendo in ordine sparso -, e gli scossoni che già ora questo sta determinando per la compagine di governo. Tutto questo per dire che se la legge contro l'omotransfobia è già slittata ad ottobre, non si può escludere che sia destinata a slittare ulteriormente in avanti.Sia come sia, il mondo pro family italiano può guardare questi rinvii solo ad un modo: come ad un guadagno di tempo prezioso. Tempo prezioso che deve essere necessariamente impiegato per sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto ad insidie e rischi di un provvedimento legislativo che, se da un lato nulla - ma proprio nulla - aggiungerebbe a beneficio di persone con tendenze non eterosessuali, dall'altro moltissimo determinerebbe, in termini negativi, per tutta la società italiana.Il riferimento è qui anzitutto al mondo delle scuole, con iniziative ufficialmente contro «la discriminazione» - a parole, nei fatti pro gender - che andrebbero a ricevere un allarmante rafforzamento sia giuridico sia economico. Non meno grave, anzi forse ancora più generale e devastante, sarebbe - nel caso in cui il ddl Zan diventasse legge - la limitazione della libertà di espressione e quindi di pensiero. Sì, perché una normativa contro l'omotransfobia metterebbe i difensori del primato della famiglia naturale nelle condizioni di essere passibili di denuncia in quanto autori di «propaganda d'odio».Non solo. Se la vedrebbero male anche gli oppositori dell'utero in affitto, del "cambio di sesso" per i giovanissimi, insomma tutta l'impalcatura valoriale fondata sul personalismo ontologico e sulla morale cristiana subirebbe un colpo mortale. Nelle settimane a disposizione - e rese possibile dal rinvio ad ottobre del ddl Zan - il movimento pro family italiano deve mobilitarsi. Perché in questo caso, a differenza del noto adagio, il tempo non è denaro. No, è un vero e proprio tesoro da sfruttare in comunicazione e informazione, con la messa in guardia di tutti rispetto ai pericoli che comporterebbe una normativa di cui non c'è nessun bisogno.In linea teorica può infatti anche accadere, come già accennato, che il governo subisca dalle elezioni regionali uno scossone tale da evitare di voler proseguire, con determinazione almeno, l'iter sulla legge contro l'omotransfobia. Ma chiunque abbia a cuore certi valori non può appigliarsi a questa, che è solo una possibilità teorica. Deve invece darsi da fare, facendo soprattutto informazione, raccontando - e ribadendo - il più possibile quante insidie contenga un ddl che si presenta come antidoto alle «discriminazioni» mentre invece, nei fatti, ne è un formidabile veicolo.Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.I GAY CHE...

9 minSEP 9
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Legge contro l'omofobia rinviata a ottobre

La miglior difesa è l'attacco... anche contro la dittatura gay

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6240LA MIGLIOR DIFESA E' L'ATTACCO... ANCHE CONTRO LA DITTATURA GAY di Mauro FaverzaniQuesta volta è stata la Giustizia ad intervenire. E ad ordinare all'amministrazione comunale di Cadice di ritirare la bandiera Lgbt, esposta sulla facciata del Municipio. Illegalmente. Decisiva, ai fini del provvedimento, è stata la richiesta esplicitamente formulata dagli Avvocati Cristiani e da AcTÚa FAMILIA. Segno di come giocare d'attacco e non perennemente in difesa serva e porti a risultati concreti. Eccome.Il tribunale non ha avuto alcun dubbio: le sedi istituzionali non possono esporre altri drappi, che non siano quelli istituzionali. Lo prescrive la legge, lo ha confermato già in passato la Corte Suprema, ora una nuova conferma è giunta con questa sentenza. Una sentenza definita «storica» da Pedro Mejías di AcTÚa FAMILIA, in quanto essa restituisce ai cittadini la libertà di non doversi obbligatoriamente sorbire alcuna forma di «indottrinamento pubblico».Indottrinamento, quale quello viceversa sognato (e tentato) dal Forum economico mondiale, organizzazione non governativa con sede a Davos, in Svizzera. Secondo tale Forum, che riunisce centinaia di grandi aziende, «il segreto del successo post-pandemia nelle città» dipenderebbe semplicemente da una maggiore disponibilità "inclusiva" verso individui transgender e gay. Non a caso, ha dedicato un'intera sezione del suo sito web al «Mese dell'Orgoglio 2020», in concomitanza ai vari Pride Lgbt promossi in Occidente.Sconcertante quanto scrive il Forum in un intervento impregnato di ideologia: «Vi sono sempre più prove - scrive, senza però citare quali... - che le città Lgbt+ inclusive hanno degli "ecosistemi d'innovazione" più forti, dei livelli d'imprenditorialità più elevati e sono maggiormente in grado di attirare talenti, nonché di fornire una qualità di vita elevata - il che le rende ben posizionate in termini di ripresa economica». Ed ancora: «Una nuova analisi della resilienza economica offre un indice potenziale, su cui le economie potrebbero essere in grado di recuperare più rapidamente: l'inclusione Lgbt è correlata alla resilienza economica di un Paese».INCLUSIONE LGBT PER TUTTI«L'analisi condotta da Open for Business, una coalizione d'imprese che promuove l'uguaglianza Lgbt+, mostra una forte correlazione positiva (0,67) tra la resilienza economica e l'accettazione degli individui Lgbt+», ha scritto Jon Miller, che, guarda caso, è il fondatore di Open for Business... Tutte voci, che ormai fan parte del coro del politically correct, come dimostra il fatto che lo stesso mantra, la stessa parola d'ordine vadano sostenendo Banca Mondiale, Ocse - l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico -, Fmi - il Fondo Monetario Internazionale - ed Onu col rapporto Habitat.Dati a supporto: zero. Prove scientifiche: zero. Riscontri oggettivi: zero. Solo una serie di chiacchiere, totalmente prive di un chiaro fondamento. L'analisi, alla fine, non ha dimostrato alcun nesso di causalità tra «inclusione Lgbt» e «resilienza economica», resilienza che, viceversa, stando alla stessa classifica del Forum di Davos, apparterrebbe piuttosto agli Stati con un sistema capitalistico avanzato e forte quali Usa e gran parte dell'Europa, non certo all'Iran, al Marocco, al Qatar, all'Indonesia o alla Bielorussia. A dimostrazione di come siano ben altri i fattori vincenti, per reggere all'impatto pandemico, non certo le simpatie o antipatie gender di una nazione.Già nel gennaio 2019 diverse grandi aziende, come MasterCard e Microsoft, lanciarono peraltro un «Partenariato per l'eguaglianza Lgbt», proprio in occasione dell'incontro annuale del Forum economico mondiale, riproponendosi di "reclutare" nel giro di un anno almeno altre cento imprese, con cui condividere questo progetto....

12 minAUG 12
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La miglior difesa è l'attacco... anche contro la dittatura gay

Inizia la transizione da uomo a donna a 4 anni

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6230INIZIA LA TRANSIZIONE DA UOMO A DONNA A 4 ANNI di Manuela Antonacci"Mi sono reso conto che a TRE anni volevo essere una ragazza": inizia così il video, pubblicato sulla pagina facebook di Freeda, in cui quella che sembra una delicata ragazzina bionda spiega in realtà di essere un bambino "in transizione".E sì perché quel delicato faccino e i lineamenti prettamente femminili, che si notano nel video, come ci spiega lui stesso, sono dovuti al consumo continuativo di ormoni cross sex, che stimolano lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari del sesso "desiderato". Ma questo è solo l'inizio del suo racconto, peraltro contenuto in un video dai colori zuccherosi e con un tocco di glamour, nelle immagini, come a voler mostrare quanto sia "trendy" essere trans.L'incipit è quello di una sorta di captatio benevolentiae, attraverso la carta della "pietà" (ovviamente parliamo di un discorso troppo perfetto e ben pensato per essere stato formulato dal bambino in questione...): Cloe, come dice di chiamarsi, avrebbe "percepito" di essere femmina, dalla tenera età di 3 anni, a quattro anni poi, avrebbe comunicato ai suoi genitori questa sua sensazione, aggiungendo di voler morire. Così, sarebbe stato condotto dai suoi, da una psicologa "gentile" che le avrebbe permesso di iniziare il percorso di transizione.Innanzitutto ci chiediamo quanto possa essere "gentile" una psicologa che per un bambino di quattro anni appena, consigli il percorso di "transizione" e con quale coscienza avrà permesso una cosa simile, ben sapendo, da psicologa, quanto la psiche di un bambino di quell'età si stia innanzitutto, appena formando e sia, comunque, in costante evoluzione e che, dunque, il povero paziente in questione, potrebbe svegliarsi da un giorno all'altro e non avere più questo desiderio, semplicemente perché l'aver cambiato idea fa parte del suo percorso di crescita.Ma l'assurdità della scelta "terapeutica" della psicologa in questione (e come lei, di tanti altri psicologi che si muovono in questa direzione) sta nel fatto, come ci informa Cloe, nel video, che la sua intenzione è quella di seguire la terapia ormonale per un paio di anni (a base di triptorelina) per decidere, poi, se fare l'intervento chirurgico di asportazione dei genitali maschili o meno. Una "transizione" che lui annuncia tutto sorridente ma che, non sarebbe certo una passeggiata e non è detto che dia i risultati sperati in termini di benessere psichico, considerato anche l'alto numero di suicidi tra i transgender. Per di più, parliamo di un'operazione irreversibile, da cui non si può più tornare indietro.E allora, come si può sottoporre un bambino di 4 anni all'inizio di un processo simile?E soprattutto quanto devastante può essere questo processo di ipersessualizzazione dei più piccoli, che all'età di Cloe si trovano ad assumere un aspetto che non corrisponde al loro sesso biologico ma che non corrisponde nemmeno, totalmente, ad un sesso definito? E ci teniamo a sottolineare che questo non ha niente a che fare con la tolleranza e la non discriminazione ma con un vero e proprio abuso sulle menti dei più piccoli che non possono e non devono essere condizionate attraverso delle procedure così pesanti, nella loro scelta, per di più in un periodo della loro vita, davvero delicato.Insomma, a sostegno dell'ipersessualizzazione dei bambini, non c'è discorso, per quanto "petaloso", che tenga.Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.INSTAGRAM METTE AL BANDO LE TERAPIE RIPARATIVEL'organizzazione cristiana britannica Core Issues Trust su Instagram aveva scritto: «La Chiesa di Cristo si è fatta carico di sostenere, con pazienza, comprensione, sensibilità e rispetto, le persone che hanno scelto di lavorare su quegli aspetti che...

9 minAUG 5
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Inizia la transizione da uomo a donna a 4 anni

Il video del sacerdote coraggioso che non ha paura di dire la verità sull'omosessualità

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6222IL VIDEO DEL SACERDOTE CORAGGIOSO CHE NON HA PAURA DI DIRE LA VERITA' SULL'OMOSESSUALITA' di Andrea ZambranoAlla faccia della clausola salva idee: la legge sull’omofobia sta lentamente mietendo le sue vittime anche senza essere approvata. Il carcere ancora non c’è, ma la gogna è già garantita. E se riguarda un prete c’è più gusto a prenderlo di mira. Don Calogero D’Ugo, per tutti don Lillo, è un vulcanico e preparato sacerdote della diocesi di Palermo. Domenica ha pronunciato una vibrata omelia commentando il Vangelo della zizzania nel campo. «Zizzania sociale» che alimenta anche il Ddl Zan-Scalfarotto sul quale «il demonio sta lavorando molto» ha esordito nel passaggio don Lillo per poi denunciare la legge bavaglio secondo la quale io se «esprimo un parere contrario ai gruppi omosessualisti potrei andare in galera».Don Lillo ha denunciato il pesante clima di intimidazione che in tanti si trovano a vivere per il solo fatto di contestare le “politiche Lgbt friendly” e ha concluso che «anche questa predica» potrebbe essere passibile di denuncia.E l’omelia non poteva passare inosservata. Appena pubblicata sul profilo Facebook della parrocchia, si sono scatenati i gruppi Lgbt che hanno segnalato il sacerdote, come Gayburg che accusa don Calogero di usare l’omelia per un comizio a sostegno dei crimini d’odio.A Gayburg è seguita la segnalazione direttamente all’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice dell’omelia di don Calogero da parte della Federazione Giovani Socialisti di Palermo - Libertà Obbligatoria, che ha accusato il sacerdote di «aver spudoratamente mentito all'uditorio distorcendo ideologicamente e propagandisticamente la realtà dei fatti e dei contenuti del disegno di legge».Dai social la notizia è passata a Repubblica che ieri pomeriggio l’ha messa in cima ai video di giornata. E da lì è stato tutto un profluvio di condivisioni “democratiche”: «Perfetto stile cazzaro», «questa gente è pericolosa», «uno schifo», «un prete delirante», i commenti più teneri.Subito dopo è la volta dei Giovani democratici di Palermo: «Assistere a veri e propri comizi di uomini di chiesa che si pongono dalla parte dell’oppressore piuttosto che dell’oppresso, fa rabbrividire».Insomma, in poche ore per don Lillo il clima si è fatto infuocato tanto che nel corso della giornata ha preferito non commentare l’improvvisa notorietà. Il clima dunque è questo: appena si parla della legge Zan in termini critici e mettendo l’accento sul rischio di perdita di libertà, ecco che il sistema mediatico è già pronto a diffondere con il solito stile canzonatorio tutte le volte che si parla del demonio: la notizia circola, i commenti si sprecano e il nome del malcapitato è sulla bocca di tutti, esposto al rischio dell’accusa di omofobia. Nessuno - politici, giornali, influencer, a parte tante persone comuni - si è precipitato a difenderlo dalle manifestazioni d'odio di cui è bersaglio e a difendere la sua sacrosanta libertà di denunciare quello che secondo Dottrina è il male.Non sarà una clausola salva-idee a preservare sacerdoti, giornalisti, insegnanti e genitori cattolici dalle accuse che pioveranno e stanno già piovendo su chi manifesta contro questa legge liberticida. Le parole dell’attivista Lgbt Massimo Battaglio sulle veglie e le preghiere come quella di Lizzano suonano come una minaccia dichiarata: «Fateli pure i vostri Rosari blasfemi: saranno gli ultimi».Don Calogero l’ha capito e non ha avuto paura di esporsi, ma la gogna alla quale saranno esposti in tanti d’ora in avanti è ormai sotto gli occhi di tutti. Che cosa diranno i vescovi quando vedranno i loro preti esposti per le parole di verità pronunciate? Aspettiamo di vedere la reazione del vescovo di Palermo che è stato sollecitato a tal proposito.Nota di BastaBugie: Stefano...

13 minJUL 29
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Il video del sacerdote coraggioso che non ha paura di dire la verità sull'omosessualità

L'emendamento "salva-idee" nella legge Zan è una trappola per i cattolici creduloni

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6223L'EMENDAMENTO ''SALVA-IDEE'' NELLA LEGGE ZAN E' UNA TRAPPOLA PER I CATTOLICI CREDULONI di Antonio SocciFino a ieri tutti si dicevano liberali. Ma oggi che sarebbe necessario dimostrarlo di fronte al progetto di legge Zan, definito da molti "legge bavaglio", d'improvviso sembra che analisti e intellettuali liberali siano spariti, lasciando soli i cattolici a difendere la libertà di tutti.Vittorio Feltri, fra i pochi laici controcorrente, ha avuto il coraggio civile (perché oggi ci vuole coraggio) di criticare questo disegno di legge illiberale. Ha dato voce così a quella tradizione di giornalismo laico, allergica a censure e bavagli, che ebbe in Indro Montanelli e Oriana Fallaci i punti di riferimento, nella battaglia contro il conformismo e la sinistra intollerante.Ma fra gli altri grandi nomi del giornalismo di cultura liberaldemocratica (Paolo Mieli, Pierluigi Battista, Ernesto Galli della Loggia, Angelo Panebianco) chi è intervenuto? O mi è sfuggito (in questo caso me ne scuso) o nessuno se n'è occupato.Eppure è in gioco un principio liberale fondamentale. Anche un giurista insigne come Pietro Dubolino ha scritto che con questa legge avremmo "una ulteriore compromissione della già abbondantemente compromessa possibilità di un libero e incondizionato confronto", in questo caso sulla sessualità e la famiglia, "a scapito (...) di quel valore primario che nel nostro ordinamento è costituito dalla libertà di manifestazione del pensiero solennemente presidiata e garantita dall'articolo 21 della Costituzione".UN'ABERRAZIONEIeri il professor Marco Gervasoni, sul "Giornale", ha definito questo progetto di legge "un'aberrazione" sia per la cultura cattolica (come hanno lamentato i vescovi), sia per la cultura conservatrice ("perché tende a imporre un modello di società individualistica e disgregata, dove la tradizione è cancellata e persino combattuta"), sia per la cultura liberale che - scrive Gervasoni - "dovrebbe inorridire... un liberale la deve combattere proprio perché essa censura le opinioni".In queste ore è intervenuto anche Silvio Berlusconi, appunto in questa direzione, correggendo la tentazione, presente in Forza Italia, di pensare che una tale legge si possa migliorare. In realtà - come dice Gervasoni - "non è emendabile perché volendone togliere la parte 'liberticida' non ne resterebbe nulla".Lo ha dimostrato l'emendamento appena approvato che già nella sua formulazione fa accapponare la pelle: "Ai sensi della presente legge, sono consentite la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte".È un emendamento inutile perché non si dice chi, quando e come decide se una certa condotta si può ricondurre al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte.Ma soprattutto è emblematico che si "consenta" la libertà di opinione. Come ha notato Alfredo Mantovano, "la libera espressione di convincimenti è un diritto costituzionalmente fondato, non è 'consentito' da nessuno. L'ordinamento che 'consente' la fruizione di diritti fondamentali, affidando la delimitazione della condotta lecita allo Stato, tramite il giudice, è tratto proprio dello Stato totalitario. Anche se per strada non ci sono le autoblindo".LE CONFERENZE STAMPA DI CONTE: "NOI CONSENTIAMO"Come si ricorderà una polemica simile scoppiò quando il premier Conte, durante le sue conferenze stampa del lockdown, se ne usciva con l'espressione "noi consentiamo". Il presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre commentò: "Specchio della arbitrarietà generale e del pensiero autoritario del presidente del Consiglio sono espressioni apparentemente marginali, ma ieri da lui frequentemente usate, come 'noi consentiamo',...

10 minJUL 29
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Il governo regala 4 milioni di euro alle associazioni Lgbt

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6216IL GOVERNO REGALA 4 MILIONI DI EURO ALLE ASSOCIAZIONI LGBT di Giuliano Guzzo4 milioni di euro. A tanto, in tempi di piena crisi economica conseguente a quella sanitaria, ammonta il «regalo» che la maggioranza di governo, Pd-5S, ha pensato di bene di fare all'associazionismo Lgbt, anticipando anche la discussione del ddl Zan contro l'omotransfobia e la misoginia, in programma in aula per il prossimo 27 luglio. Da dove questo «regalo»? Semplice: da un emendamento al decreto Rilancio approvato alcuni giorni fa presso la commissione Bilancio alla Camera dove, su proposta di Gilda Sportiello, giovane deputata del M5s, esso è stato messo ai voti.Per la precisione, si tratta di 4 milioni che andranno all'istituzione di case rifugio e sportelli di ascolto per le vittime di atti omotransfobici. A dare, giubilante, la notizia dell'approvazione di questo emendamento è stata la senatrice Alessandra Maiorino, vicepresidente vicaria del gruppo M5s a palazzo Madama, la quale, in una nota, non ha mancato di rivendicare con orgoglio la paternità di tale iniziativa, realizzata in collaborazione con la citata Sportiello. «Abbiamo messo in sicurezza la legge di tutela della comunità Lgbt contro le discriminazioni», ha annunciato la Maiorino, che è passata subito ad illustrare com'è riuscita nell'impresa: «In commissione Bilancio alla Camera è stato approvato un emendamento sul quale ho lavorato insieme alla deputata Sportiello, con cui garantiamo i fondi per l'istituzione di case rifugio e sportelli di ascolto per le vittime di atti omotransfobici».«Dimostriamo con fatti concreti», ha inoltre aggiunto la Maiorino, «l'impegno del Movimento cinque stelle verso una comunità, quella Lgbt, che a partire già da quest'anno potrà usufruire di servizi e assistenza su misura, offerti da operatori professionisti, rendendo così l'Italia un Paese più inclusivo e giusto verso tutte e tutti i suoi e le sue cittadine». A seguire, la senatrice del M5s, entusiasta per il «grande lavoro di squadra con tutta la maggioranza», ha rivolto un pensiero alla deputata Sportiello, «che ringrazio infinitamente».In effetti, visti come già si ricordava i tempi di profnda crisi economica, 4 milioni di euro sono una gran somma. Che servirà - ha spiegato l'onorevole Sportiello - ad «un programma volto a garantire assistenza legale, psicologica, sanitaria, sociale alle vittime di discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, nonché ai soggetti che si trovino, a causa di questo, in situazioni di vulnerabilità». A chi si chiedesse cosa c'entrino gli aiuti alle vittime di violenza con il dl Rilancio, la Sportiello fa presente che «l'emergenza Covid ha acuito questi drammi».Sfortunatamente, la deputata pentastellata proponente dell'emendamento non pare però abbia portato alcun dato di fatto a suffragio della tesi secondo cui «l'emergenza Covid ha acuito i drammi» legati ad omofobia e transfobia. Motivo per cui, fino a prova contraria, gli ultimi dati disponibili non sono quelli che descrivono un'Italia nella morsa dell'intolleranza. Anzi, i dati più recenti attestano l'esatto contrario, confutando lo stereotipo dell'Italia come Paese intollerante. Secondo l'Oscad, l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori attivo presso il Viminale, le aggressioni contro le persone omosessuali sono in infatti calo: nel 2018 furono 43, e l'anno scorso son scese a 29.Quelle contro i disabili, per capirci, sono risultate assai più numerose, come aggressioni (69). Ma niente 4 milioni in più, ahinoi, per il mondo della disabilità: solo per quello delle minoranze Lgbt. Eppure, se solo si fa presente che quella arcobaleno è una lobby, si passa per complottisti o appunto intolleranti. E pensare che i dati di fatto bastano ed avanzano per descrivere una realtà che, a...

14 minJUL 24
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Catechista "sposa" una donna, la diocesi la rimuove, non potrà più insegnare catechismo

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6339CATECHISTA ''SPOSA'' UNA DONNA, LA DIOCESI LA RIMUOVE, NON POTRA' PIU' INSEGNARE CATECHISMO da Sito del TimoneLa diocesi di Minorca (Spagna) ha riferito di aver deciso di allontanare una delle sue catechiste dal Centro Catechista Sant Miquel dopo che ha sposato civilmente un'altra donna, poiché ciò «implica pubblicamente non accettare l'insegnamento della Chiesa sul matrimonio».«Nella comunità ecclesiale», motiva la diocesi, «con l'aumentare della responsabilità dei suoi membri, è richiesto un maggior grado di impegno. Oltre ad avere qualità oggettive da parte di chi ricopre una posizione, è molto apprezzata anche la vita esemplare, che deve essere un chiaro riferimento per gli altri». In questo modo precisano che «siamo tutti chiamati alla santità e a vivere in comunione all'interno della Chiesa, ma quando si aderisce ad un'associazione o si esercita una posizione di maggiore responsabilità, viene richiesta una credibilità aggiuntiva da parte della persona che deve assumere una funzione specifica, affinché la missione che gli è stata affidata sia feconda e che la persona specifica non possa provocare alcun tipo di scandalo nei fedeli. Siamo nel campo della coerenza e dei principi; non di sanzioni o esclusioni», insistono.Per questo spiegano che «dire a una persona che non può essere catechista o presidente di una confraternita, ecc. non significa che si considerino [quelle persone] separate dalla Chiesa, poiché nonostante le loro particolari circostanze continuano a far parte della famiglia ecclesiale come battezzati e come tali possono e devono partecipare». [...] Ribadiscono che mettendosi «nel campo dell'incoerenza, poiché contrarre un matrimonio civile con una persona dello stesso sesso significa non accettare pubblicamente l'insegnamento della Chiesa sul matrimonio, a nostro avviso, implica il non poter insegnare la fede cristiana ai più giovani».«Essere catechista è una missione che la Chiesa affida a certe persone affinché, in suo nome, insegnino la fede che la Chiesa professa. Non esiste un diritto prioritario di essere catechista», sottolineano nel comunicato e ricordano che «spetta alla Chiesa valutare le qualità che un catechista deve possedere prima di affidare o ritirare questa missione, senza che ciò implichi discriminazione o esclusione». E quindi, in questo contesto di «credibilità e coerenza, ci sentiamo responsabili di garantire ai fedeli che la dottrina impartita nella nostra catechesi corrisponde al pensiero e al sentimento della Chiesa» e «i fedeli hanno il diritto di chiederci catechisti ben preparati e coerenti con ciò che insegnano». [...]Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.VESCOVI CONTRO IL DDL ZANAlcuni vescovi, come riferisce anche ProVita, criticano apertamente il Ddl Zan. Ecco una carrellata. Monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia: «Si fa passare come normale una certa visione della sessualità e si silenzia ogni visione diversa, vista come attentato ai diritti». Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca invece sottolinea che se passasse questa legge non si potrebbe nemmeno più criticare l'utero in affitto, pratica detestabile perché «non si tratta di affittare un garage, ma si tratta di un'esperienza che lascia una traccia non ineliminabile semplicemente, ma anche biologica, spirituale, tra due soggetti, perché la maternità è una cosa seria». E poi «c'è l'interesse primario del bambino che ha diritto ad avere legami con coloro che lo generano perché questi legami non sono removibili dalla psicologia profonda delle persone».Infine monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo: «La chiesa non è mai stata nemica degli omosessuali ma tende a ribadire l'oggettività delle cose, proprio a tutela del bene ultimo delle...

8 min3 w ago
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Catechista "sposa" una donna, la diocesi la rimuove, non potrà più insegnare catechismo

Le unioni civili non sono una famiglia e quindi non vanno riconosciute giuridicamente

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6342LE UNIONI CIVILI NON SONO UNA FAMIGLIA E QUINDI NON VANNO RICONOSCIUTE GIURIDICAMENTE di Corrado GnerrePer "unioni civili" s'intendono quelle unioni, riconosciute giuridicamente come diritto comune, tra persone non sposate, anche dello stesso sesso.Le unioni civili non sono famiglia. La Chiesa ha sempre affermato che la famiglia nasce dall'unione indissolubile fra un uomo ed una donna.Ciò, ancor prima di diritto soprannaturale, è già di diritto naturale.Pertanto, tale verità non può essere negata da nessuna autorità né politica né tantomeno religiosa. Insomma, neppure un papa può negarla.Dal momento che il diritto positivo non può entrare in contraddizione con quello naturale, nessuna autorità politica è legittimata a legiferare in favore delle unioni civili.IL MATRIMONIO TRA UOMO E DONNA DEVE ESSERE RICONOSCIUTO, LE UNIONI CIVILI NONon esiste un "diritto alla famiglia".Questa, la famiglia, deve perseguire il suo fine naturale e anche soprannaturale.Solo una concezione libertaria ed individualista può concepire, come un diritto, la famiglia per tutti e quindi anche la trasformazione di un'unione omosessuale in famiglia.Giuridicamente viene riconosciuto l'istituto matrimoniale perché esso comporta una serie di impegni. Per esempio: quello di far nascere nuovi uomini e di educarli affinché siano bravi ed onesti cittadini.Non è così per le unioni civili. Le unioni civili tra uomo e donna, infatti, non offrono ai figli intenzionalmente la volontà di creare un nucleo affettivo stabile.A maggior ragione per quanto riguarda le unioni civili tra coppie di omosessuali, dove già per natura è impossibile mettere al mondo nuove vite.Inoltre, se un'autorità politica riconoscesse le unioni civili, a maggior ragione quelle omosessuali, riconoscerebbe implicitamente che queste relazioni "affettive" sarebbero conformi al bene comune. E ciò è inaccettabile per la morale sociale naturale e cattolica.RICONOSCERE LE UNIONI CIVILI APRIREBBE LA STRADA ALL'ACCETTAZIONE DI ALTRI PSEUDO-DIRITTIUna volta che si ammette il principio che si debba riconoscere l'unione tra due omosessuali, non ci sarebbero più limiti ad altre aberrazioni.Primo: non si potrebbero evitare le adozioni di figli. Infatti, se un'unione omosessuale ha il diritto di essere riconosciuta, perché non dovrebbe avere anche il diritto di adottare come tutte le coppie?Secondo: non si potrebbero evitare le gravidanze surrogate (utero in affitto), almeno per quegli Stati dove tale possibilità è riconosciuta.Terzo: non si potrebbero in futuro evitare anche riconoscimenti di unioni di poliamore (poligamia, poliandria, ecc.) perché, se deve saltare il dato di natura per l'affermazione dei diritti, allora non si capirebbe perché non debba saltare anche il dato naturale secondo cui deve essere una coppia il fondamento dell'amore coniugale.Se proprio la preoccupazione è quella di evitare che le persone omosessuali siano privati di alcuni diritti fondamentali, va ricordato che il riconoscimento di diritti comuni non è necessario perché vengano riconosciuti diritti individuali.LA CONDANNA MAGISTERIALE DELLE UNIONI CIVILILa Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2003 pubblicò un documento, approvato da Giovanni Paolo II, dal titolo Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali.Eccone un estratto: «In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali [...] è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all'applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. Le...

6 min3 w ago
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Le unioni civili non sono una famiglia e quindi non vanno riconosciute giuridicamente

In arrivo (l'ennesimo) aggiornamento lgbt delle emoticon

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6316IN ARRIVO (L'ENNESIMO) AGGIORNAMENTO LGBT DELLE EMOTICONAltre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): solo i trans possono interpretare i trans nei film di Hollywood, gli studenti dovranno seguire lezioni arcobaleno, se ti fingi trans per entrare nelle quote rosadi Manuela AntonacciEra nell'aria da mesi, ma con il coronavirus il progetto era stato rimandato. Ora invece è ufficiale: al posto delle emoji del pacchetto 14.0, l'Unicode Consortium, darà la possibilità, agli utenti di tutto il mondo, di usufruire dell'aggiornamento dello standard 13.0. E in che cosa consisterebbe?Evidentemente in una nuova ricca di scelta di faccine, per la precisione, 217, alcune delle quali perfettamente allineate con certi diktat culturali. E sì perché accanto alle immagini di due nuovi cuori (uno fasciato l'altro circondato da fiamme) e a tre nuovi smiley, abbiamo praticamente la rappresentazione iconografica del "politicamente corretto", in ogni sua sfaccettatura: dalle coppie gender neutral di ogni razza, alle donne barbute (per la precisione, accanto alla dicitura "uomini con barba" c'è anche la dicitura "donne con barba" e il non ben precisato "persone con barba"). Insomma il condensato dell'ideologia che attualmente si cerca di imporre in ogni occasione lecita e illecita e, ormai, persino in modo quasi ridicolmente subliminale con le faccine degli smartphone, perché nessun segmento del reale dev'essere lasciato libero dall'influenza del gender diktat.Ebbene sì, perché la convinzione che maschi e femmine non si nasca ma si diventi, deve accompagnarci in ogni momento della giornata e a ogni tocco della tastiera del nostro cellulare.Insomma un'importante dimostrazione pratica di come, secondo questa ideologia che di scientifico non ha davvero nulla, l'identità sessuale sia qualcosa di accessorio, contingente, come avere i capelli rossi o biondi e non un connotato fondamentale della persona che la identifica come tale e in maniera unica e irripetibile anche nel suo modo di rapportarsi in quanto essere umano, uomo o donna. Ma è appunto riducibile ad una caratteristica qualunque, non solo variabile ma anche intercambiabile col genere opposto. Come se l'essere umano fosse un cyborg formato da pezzi componibili e non un unicum di anima corpo e psiche.Un'iniziativa di cui non sentivamo davvero la mancanza e che vuole passare come "inclusiva" ma che rischia di produrre, paradossalmente l'effetto opposto. Perché nell'epoca della spersonalizzazione dell'individuo e del moltiplicarsi dei generi e delle identità, ci sarà sempre qualcuno che si sentirà "discriminato" in quanto non incluso in nessuna di queste immagini, con il rischio di scivolare man mano (come sta accadendo...) nel ridicolo.Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.SOLO I TRANS POSSONO INTERPRETARE I TRANS NEI FILM DI HOLLYWOODLa guida per registi e sceneggiatori TRANSform Hollywood chiede che solo le persone transessuali possano interpretare ruoli trans: « Semplicemente non è conveniente assumersi questo rischio; progetti recenti che hanno scelto attori cis [persone eterosessuali e non transessuali] per interpretare ruoli trans hanno visto la marea dell'opinione pubblica rivoltarsi contro di loro e hanno avuto un contraccolpo al botteghino».L'attrice Scarlett Johansson ci aveva provato per il film Rub and Tug, ma poi ha lasciato perdere. Analogamente è capitato a Halle Berry la quale addirittura si è scusata con la comunità trans: «In quanto donna cisgender, ora capisco che non avrei dovuto prendere in considerazione questo ruolo e che la comunità transgender dovrebbe senza dubbio avere l'opportunità di raccontare le proprie storie. Sono grata per i consigli e i confronti critici avuti negli ultimi giorni e...

8 minOCT 7
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Palloncini LGBT contro il Cremlino

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6308PALLONCINI LGBT CONTRO IL CREMLINO di Chiara ChiessiAlexander Donskoy, ex sindaco della città russa Arkhangelsk ed oggi artista, si è dichiarato pubblicamente omosessuale nel 2017. Intorno alla metà del mese di agosto, ha voluto lanciare un messaggio alla politica da lui considerata "omofoba" della Russia ed al suo presidente, Vladimir Putin, appendendo una bandiera LGBT a decine di palloncini gonfiati ad elio. La bandiera ha poi raggiunto proprio il Cremlino. Donskoy ha spiegato che il gesto era un messaggio per dire basta alla legge anti-propaganda LGBT approvata dalla Russia nel 2013, ma anche per denunciare l'attacco alle ambasciate che nel mese del pride hanno voluto dimostrare il loro supporto esponendo una bandiera arcobaleno fuori dalle loro sedi. In Russia vige infatti fortunatamente una legge che vieta la propaganda LGBT rivolta ai minori di 18 anni; insomma tutto quello che sta succedendo da noi nelle scuole, oppure tramite film o musica, è vietato in Russia. Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.SOLDI RAI PER FILM PRO UTERO IN AFFITTOLa Rai finanzia un docufilm, dal titolo «Tuttinsieme», in cui il regista Puccioni racconta la relazione con il suo compagno, a lui unito civilmente (celebrante Nichi Vendola e presente Monica Cirinnà), e i bambini avuti con la pratica della maternità surrogata, pratica vietata nel nostro Paese. Dunque noi contribuenti abbiamo finanziato l'uscita di questa pellicola.Nel lungo trailer del film il regista vuole offrire un quadro positivo di tale pratica, forse dimentico che per avere un bambino in braccio molti altri non potranno mai venire alla luce, che molte donne nel mondo vengono sfruttate come incubatrici di carne e che la maternità surrogata, in modo preordinato, strappa a forza un bambino dalla sua madre biologica.(Gender Watch News, 15 settembre 2020)CONDANNATA UN'ATLETA PERCHÉ DOTATACaster Semenya è stata medaglia d'oro negli 800 metri femminili ai Mondiali di atletica leggera di Berlino, stravincendo sulle altre concorrenti. Semenya è molto dotata perché ha, per natura, livelli assai elevati di ormoni maschili. Questo l'avvantaggerebbe e dunque il Tribunale arbitrale internazionale dello sport di Losanna nel 2019 aveva deciso che l'atleta avrebbe dovuto sottoporsi a terapie per diminuire il testosterone. L'atleta fece ricorso e recentemente il Tribunale federale svizzero ha rigettato il ricorso.Due rapide considerazioni. Se per natura un atleta è più dotato degli altri dobbiamo mettere i ceppi al suo talento per renderlo uguale agli altri? Chiediamo a Cristiano Ronaldo di correre meno velocemente in campo per rendere le partite più eque?Seconda riflessione: fuori le donne troppo androgine e dentro i transessuali maschi che gareggiano con le donne e, nonostante i trattamenti, hanno il testosterone a mille, più forza e maggiore densità corporea?(Gender Watch News, 16 settembre 2020)URSULA VON DER LEYEN E JOE BIDEN ACCUSANO LA POLONIA DI AVERE ZONE LGBT FREE (MA È UNA FAKE-NEWS!)Ok, la misura è colma e stracolma. Non posso tacere. Questa notte, la facciata della sede della Commissione Europea è stata illuminata con la bandiera polacca su fondo arcobaleno. E una scritta: «Stop alle zone LGBT free in Polonia». Chi conosce l'attaccamento dei polacchi alla propria bandiera non si stupirà di sapere che questa azione commessa dalla Commissione Europea è stata considerata una profanazione. Al di là di questo, non si è mai visto un simile attacco ad uno Stato membro, né una minor considerazione delle opinioni di milioni di cittadini europei.Questa è solo una delle tante reazioni della élite mondiale alle famose zone «Lgbt free» polacche. C'è stato l'intervento...

10 minSEP 30
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Palloncini LGBT contro il Cremlino

Legge contro l'omofobia rinviata a ottobre

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6277LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA RINVIATA A OTTOBRE di Giuliano GuzzoLa notizia non autorizza chissà quali festeggiamenti, ma di certo non è una cattiva notizia: il ddl Zan contro contro l'omotransfobia e la misoginia tornerà alla Camera dei Deputati solo nel mese di ottobre. Non prima. Alla base di questo nuovo slittamento, l'urgenza governativa di votare, necessariamente la settimana prossima, il decreto semplificazione che va a scadenza; inoltre, a seguire, ci sarà una pausa dettata dalle elezioni regionali, accorpate al referendum confermativo. Non è finita: a settembre, infatti, si accenderanno i riflettori su un altro provvedimento centrale per la vita politica italiana: la nuova legge elettorale.Quello che attende il Parlamento almeno per le prossime settimane è dunque un calendario fittissimo, nell'ambito del quale il ddl Zan - dati di fatto alla mano - non rappresenta una priorità inderogabile né, tanto meno, una questione politica di vita e di morte. Senza dimenticare poi il grande tema della riapertura delle scuole - verso cui le Regioni italiane stanno di fatto procedendo in ordine sparso -, e gli scossoni che già ora questo sta determinando per la compagine di governo. Tutto questo per dire che se la legge contro l'omotransfobia è già slittata ad ottobre, non si può escludere che sia destinata a slittare ulteriormente in avanti.Sia come sia, il mondo pro family italiano può guardare questi rinvii solo ad un modo: come ad un guadagno di tempo prezioso. Tempo prezioso che deve essere necessariamente impiegato per sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto ad insidie e rischi di un provvedimento legislativo che, se da un lato nulla - ma proprio nulla - aggiungerebbe a beneficio di persone con tendenze non eterosessuali, dall'altro moltissimo determinerebbe, in termini negativi, per tutta la società italiana.Il riferimento è qui anzitutto al mondo delle scuole, con iniziative ufficialmente contro «la discriminazione» - a parole, nei fatti pro gender - che andrebbero a ricevere un allarmante rafforzamento sia giuridico sia economico. Non meno grave, anzi forse ancora più generale e devastante, sarebbe - nel caso in cui il ddl Zan diventasse legge - la limitazione della libertà di espressione e quindi di pensiero. Sì, perché una normativa contro l'omotransfobia metterebbe i difensori del primato della famiglia naturale nelle condizioni di essere passibili di denuncia in quanto autori di «propaganda d'odio».Non solo. Se la vedrebbero male anche gli oppositori dell'utero in affitto, del "cambio di sesso" per i giovanissimi, insomma tutta l'impalcatura valoriale fondata sul personalismo ontologico e sulla morale cristiana subirebbe un colpo mortale. Nelle settimane a disposizione - e rese possibile dal rinvio ad ottobre del ddl Zan - il movimento pro family italiano deve mobilitarsi. Perché in questo caso, a differenza del noto adagio, il tempo non è denaro. No, è un vero e proprio tesoro da sfruttare in comunicazione e informazione, con la messa in guardia di tutti rispetto ai pericoli che comporterebbe una normativa di cui non c'è nessun bisogno.In linea teorica può infatti anche accadere, come già accennato, che il governo subisca dalle elezioni regionali uno scossone tale da evitare di voler proseguire, con determinazione almeno, l'iter sulla legge contro l'omotransfobia. Ma chiunque abbia a cuore certi valori non può appigliarsi a questa, che è solo una possibilità teorica. Deve invece darsi da fare, facendo soprattutto informazione, raccontando - e ribadendo - il più possibile quante insidie contenga un ddl che si presenta come antidoto alle «discriminazioni» mentre invece, nei fatti, ne è un formidabile veicolo.Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.I GAY CHE...

9 minSEP 9
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Legge contro l'omofobia rinviata a ottobre

La miglior difesa è l'attacco... anche contro la dittatura gay

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6240LA MIGLIOR DIFESA E' L'ATTACCO... ANCHE CONTRO LA DITTATURA GAY di Mauro FaverzaniQuesta volta è stata la Giustizia ad intervenire. E ad ordinare all'amministrazione comunale di Cadice di ritirare la bandiera Lgbt, esposta sulla facciata del Municipio. Illegalmente. Decisiva, ai fini del provvedimento, è stata la richiesta esplicitamente formulata dagli Avvocati Cristiani e da AcTÚa FAMILIA. Segno di come giocare d'attacco e non perennemente in difesa serva e porti a risultati concreti. Eccome.Il tribunale non ha avuto alcun dubbio: le sedi istituzionali non possono esporre altri drappi, che non siano quelli istituzionali. Lo prescrive la legge, lo ha confermato già in passato la Corte Suprema, ora una nuova conferma è giunta con questa sentenza. Una sentenza definita «storica» da Pedro Mejías di AcTÚa FAMILIA, in quanto essa restituisce ai cittadini la libertà di non doversi obbligatoriamente sorbire alcuna forma di «indottrinamento pubblico».Indottrinamento, quale quello viceversa sognato (e tentato) dal Forum economico mondiale, organizzazione non governativa con sede a Davos, in Svizzera. Secondo tale Forum, che riunisce centinaia di grandi aziende, «il segreto del successo post-pandemia nelle città» dipenderebbe semplicemente da una maggiore disponibilità "inclusiva" verso individui transgender e gay. Non a caso, ha dedicato un'intera sezione del suo sito web al «Mese dell'Orgoglio 2020», in concomitanza ai vari Pride Lgbt promossi in Occidente.Sconcertante quanto scrive il Forum in un intervento impregnato di ideologia: «Vi sono sempre più prove - scrive, senza però citare quali... - che le città Lgbt+ inclusive hanno degli "ecosistemi d'innovazione" più forti, dei livelli d'imprenditorialità più elevati e sono maggiormente in grado di attirare talenti, nonché di fornire una qualità di vita elevata - il che le rende ben posizionate in termini di ripresa economica». Ed ancora: «Una nuova analisi della resilienza economica offre un indice potenziale, su cui le economie potrebbero essere in grado di recuperare più rapidamente: l'inclusione Lgbt è correlata alla resilienza economica di un Paese».INCLUSIONE LGBT PER TUTTI«L'analisi condotta da Open for Business, una coalizione d'imprese che promuove l'uguaglianza Lgbt+, mostra una forte correlazione positiva (0,67) tra la resilienza economica e l'accettazione degli individui Lgbt+», ha scritto Jon Miller, che, guarda caso, è il fondatore di Open for Business... Tutte voci, che ormai fan parte del coro del politically correct, come dimostra il fatto che lo stesso mantra, la stessa parola d'ordine vadano sostenendo Banca Mondiale, Ocse - l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico -, Fmi - il Fondo Monetario Internazionale - ed Onu col rapporto Habitat.Dati a supporto: zero. Prove scientifiche: zero. Riscontri oggettivi: zero. Solo una serie di chiacchiere, totalmente prive di un chiaro fondamento. L'analisi, alla fine, non ha dimostrato alcun nesso di causalità tra «inclusione Lgbt» e «resilienza economica», resilienza che, viceversa, stando alla stessa classifica del Forum di Davos, apparterrebbe piuttosto agli Stati con un sistema capitalistico avanzato e forte quali Usa e gran parte dell'Europa, non certo all'Iran, al Marocco, al Qatar, all'Indonesia o alla Bielorussia. A dimostrazione di come siano ben altri i fattori vincenti, per reggere all'impatto pandemico, non certo le simpatie o antipatie gender di una nazione.Già nel gennaio 2019 diverse grandi aziende, come MasterCard e Microsoft, lanciarono peraltro un «Partenariato per l'eguaglianza Lgbt», proprio in occasione dell'incontro annuale del Forum economico mondiale, riproponendosi di "reclutare" nel giro di un anno almeno altre cento imprese, con cui condividere questo progetto....

12 minAUG 12
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La miglior difesa è l'attacco... anche contro la dittatura gay

Inizia la transizione da uomo a donna a 4 anni

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6230INIZIA LA TRANSIZIONE DA UOMO A DONNA A 4 ANNI di Manuela Antonacci"Mi sono reso conto che a TRE anni volevo essere una ragazza": inizia così il video, pubblicato sulla pagina facebook di Freeda, in cui quella che sembra una delicata ragazzina bionda spiega in realtà di essere un bambino "in transizione".E sì perché quel delicato faccino e i lineamenti prettamente femminili, che si notano nel video, come ci spiega lui stesso, sono dovuti al consumo continuativo di ormoni cross sex, che stimolano lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari del sesso "desiderato". Ma questo è solo l'inizio del suo racconto, peraltro contenuto in un video dai colori zuccherosi e con un tocco di glamour, nelle immagini, come a voler mostrare quanto sia "trendy" essere trans.L'incipit è quello di una sorta di captatio benevolentiae, attraverso la carta della "pietà" (ovviamente parliamo di un discorso troppo perfetto e ben pensato per essere stato formulato dal bambino in questione...): Cloe, come dice di chiamarsi, avrebbe "percepito" di essere femmina, dalla tenera età di 3 anni, a quattro anni poi, avrebbe comunicato ai suoi genitori questa sua sensazione, aggiungendo di voler morire. Così, sarebbe stato condotto dai suoi, da una psicologa "gentile" che le avrebbe permesso di iniziare il percorso di transizione.Innanzitutto ci chiediamo quanto possa essere "gentile" una psicologa che per un bambino di quattro anni appena, consigli il percorso di "transizione" e con quale coscienza avrà permesso una cosa simile, ben sapendo, da psicologa, quanto la psiche di un bambino di quell'età si stia innanzitutto, appena formando e sia, comunque, in costante evoluzione e che, dunque, il povero paziente in questione, potrebbe svegliarsi da un giorno all'altro e non avere più questo desiderio, semplicemente perché l'aver cambiato idea fa parte del suo percorso di crescita.Ma l'assurdità della scelta "terapeutica" della psicologa in questione (e come lei, di tanti altri psicologi che si muovono in questa direzione) sta nel fatto, come ci informa Cloe, nel video, che la sua intenzione è quella di seguire la terapia ormonale per un paio di anni (a base di triptorelina) per decidere, poi, se fare l'intervento chirurgico di asportazione dei genitali maschili o meno. Una "transizione" che lui annuncia tutto sorridente ma che, non sarebbe certo una passeggiata e non è detto che dia i risultati sperati in termini di benessere psichico, considerato anche l'alto numero di suicidi tra i transgender. Per di più, parliamo di un'operazione irreversibile, da cui non si può più tornare indietro.E allora, come si può sottoporre un bambino di 4 anni all'inizio di un processo simile?E soprattutto quanto devastante può essere questo processo di ipersessualizzazione dei più piccoli, che all'età di Cloe si trovano ad assumere un aspetto che non corrisponde al loro sesso biologico ma che non corrisponde nemmeno, totalmente, ad un sesso definito? E ci teniamo a sottolineare che questo non ha niente a che fare con la tolleranza e la non discriminazione ma con un vero e proprio abuso sulle menti dei più piccoli che non possono e non devono essere condizionate attraverso delle procedure così pesanti, nella loro scelta, per di più in un periodo della loro vita, davvero delicato.Insomma, a sostegno dell'ipersessualizzazione dei bambini, non c'è discorso, per quanto "petaloso", che tenga.Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.INSTAGRAM METTE AL BANDO LE TERAPIE RIPARATIVEL'organizzazione cristiana britannica Core Issues Trust su Instagram aveva scritto: «La Chiesa di Cristo si è fatta carico di sostenere, con pazienza, comprensione, sensibilità e rispetto, le persone che hanno scelto di lavorare su quegli aspetti che...

9 minAUG 5
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Inizia la transizione da uomo a donna a 4 anni

Il video del sacerdote coraggioso che non ha paura di dire la verità sull'omosessualità

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6222IL VIDEO DEL SACERDOTE CORAGGIOSO CHE NON HA PAURA DI DIRE LA VERITA' SULL'OMOSESSUALITA' di Andrea ZambranoAlla faccia della clausola salva idee: la legge sull’omofobia sta lentamente mietendo le sue vittime anche senza essere approvata. Il carcere ancora non c’è, ma la gogna è già garantita. E se riguarda un prete c’è più gusto a prenderlo di mira. Don Calogero D’Ugo, per tutti don Lillo, è un vulcanico e preparato sacerdote della diocesi di Palermo. Domenica ha pronunciato una vibrata omelia commentando il Vangelo della zizzania nel campo. «Zizzania sociale» che alimenta anche il Ddl Zan-Scalfarotto sul quale «il demonio sta lavorando molto» ha esordito nel passaggio don Lillo per poi denunciare la legge bavaglio secondo la quale io se «esprimo un parere contrario ai gruppi omosessualisti potrei andare in galera».Don Lillo ha denunciato il pesante clima di intimidazione che in tanti si trovano a vivere per il solo fatto di contestare le “politiche Lgbt friendly” e ha concluso che «anche questa predica» potrebbe essere passibile di denuncia.E l’omelia non poteva passare inosservata. Appena pubblicata sul profilo Facebook della parrocchia, si sono scatenati i gruppi Lgbt che hanno segnalato il sacerdote, come Gayburg che accusa don Calogero di usare l’omelia per un comizio a sostegno dei crimini d’odio.A Gayburg è seguita la segnalazione direttamente all’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice dell’omelia di don Calogero da parte della Federazione Giovani Socialisti di Palermo - Libertà Obbligatoria, che ha accusato il sacerdote di «aver spudoratamente mentito all'uditorio distorcendo ideologicamente e propagandisticamente la realtà dei fatti e dei contenuti del disegno di legge».Dai social la notizia è passata a Repubblica che ieri pomeriggio l’ha messa in cima ai video di giornata. E da lì è stato tutto un profluvio di condivisioni “democratiche”: «Perfetto stile cazzaro», «questa gente è pericolosa», «uno schifo», «un prete delirante», i commenti più teneri.Subito dopo è la volta dei Giovani democratici di Palermo: «Assistere a veri e propri comizi di uomini di chiesa che si pongono dalla parte dell’oppressore piuttosto che dell’oppresso, fa rabbrividire».Insomma, in poche ore per don Lillo il clima si è fatto infuocato tanto che nel corso della giornata ha preferito non commentare l’improvvisa notorietà. Il clima dunque è questo: appena si parla della legge Zan in termini critici e mettendo l’accento sul rischio di perdita di libertà, ecco che il sistema mediatico è già pronto a diffondere con il solito stile canzonatorio tutte le volte che si parla del demonio: la notizia circola, i commenti si sprecano e il nome del malcapitato è sulla bocca di tutti, esposto al rischio dell’accusa di omofobia. Nessuno - politici, giornali, influencer, a parte tante persone comuni - si è precipitato a difenderlo dalle manifestazioni d'odio di cui è bersaglio e a difendere la sua sacrosanta libertà di denunciare quello che secondo Dottrina è il male.Non sarà una clausola salva-idee a preservare sacerdoti, giornalisti, insegnanti e genitori cattolici dalle accuse che pioveranno e stanno già piovendo su chi manifesta contro questa legge liberticida. Le parole dell’attivista Lgbt Massimo Battaglio sulle veglie e le preghiere come quella di Lizzano suonano come una minaccia dichiarata: «Fateli pure i vostri Rosari blasfemi: saranno gli ultimi».Don Calogero l’ha capito e non ha avuto paura di esporsi, ma la gogna alla quale saranno esposti in tanti d’ora in avanti è ormai sotto gli occhi di tutti. Che cosa diranno i vescovi quando vedranno i loro preti esposti per le parole di verità pronunciate? Aspettiamo di vedere la reazione del vescovo di Palermo che è stato sollecitato a tal proposito.Nota di BastaBugie: Stefano...

13 minJUL 29
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L'emendamento "salva-idee" nella legge Zan è una trappola per i cattolici creduloni

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6223L'EMENDAMENTO ''SALVA-IDEE'' NELLA LEGGE ZAN E' UNA TRAPPOLA PER I CATTOLICI CREDULONI di Antonio SocciFino a ieri tutti si dicevano liberali. Ma oggi che sarebbe necessario dimostrarlo di fronte al progetto di legge Zan, definito da molti "legge bavaglio", d'improvviso sembra che analisti e intellettuali liberali siano spariti, lasciando soli i cattolici a difendere la libertà di tutti.Vittorio Feltri, fra i pochi laici controcorrente, ha avuto il coraggio civile (perché oggi ci vuole coraggio) di criticare questo disegno di legge illiberale. Ha dato voce così a quella tradizione di giornalismo laico, allergica a censure e bavagli, che ebbe in Indro Montanelli e Oriana Fallaci i punti di riferimento, nella battaglia contro il conformismo e la sinistra intollerante.Ma fra gli altri grandi nomi del giornalismo di cultura liberaldemocratica (Paolo Mieli, Pierluigi Battista, Ernesto Galli della Loggia, Angelo Panebianco) chi è intervenuto? O mi è sfuggito (in questo caso me ne scuso) o nessuno se n'è occupato.Eppure è in gioco un principio liberale fondamentale. Anche un giurista insigne come Pietro Dubolino ha scritto che con questa legge avremmo "una ulteriore compromissione della già abbondantemente compromessa possibilità di un libero e incondizionato confronto", in questo caso sulla sessualità e la famiglia, "a scapito (...) di quel valore primario che nel nostro ordinamento è costituito dalla libertà di manifestazione del pensiero solennemente presidiata e garantita dall'articolo 21 della Costituzione".UN'ABERRAZIONEIeri il professor Marco Gervasoni, sul "Giornale", ha definito questo progetto di legge "un'aberrazione" sia per la cultura cattolica (come hanno lamentato i vescovi), sia per la cultura conservatrice ("perché tende a imporre un modello di società individualistica e disgregata, dove la tradizione è cancellata e persino combattuta"), sia per la cultura liberale che - scrive Gervasoni - "dovrebbe inorridire... un liberale la deve combattere proprio perché essa censura le opinioni".In queste ore è intervenuto anche Silvio Berlusconi, appunto in questa direzione, correggendo la tentazione, presente in Forza Italia, di pensare che una tale legge si possa migliorare. In realtà - come dice Gervasoni - "non è emendabile perché volendone togliere la parte 'liberticida' non ne resterebbe nulla".Lo ha dimostrato l'emendamento appena approvato che già nella sua formulazione fa accapponare la pelle: "Ai sensi della presente legge, sono consentite la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte".È un emendamento inutile perché non si dice chi, quando e come decide se una certa condotta si può ricondurre al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte.Ma soprattutto è emblematico che si "consenta" la libertà di opinione. Come ha notato Alfredo Mantovano, "la libera espressione di convincimenti è un diritto costituzionalmente fondato, non è 'consentito' da nessuno. L'ordinamento che 'consente' la fruizione di diritti fondamentali, affidando la delimitazione della condotta lecita allo Stato, tramite il giudice, è tratto proprio dello Stato totalitario. Anche se per strada non ci sono le autoblindo".LE CONFERENZE STAMPA DI CONTE: "NOI CONSENTIAMO"Come si ricorderà una polemica simile scoppiò quando il premier Conte, durante le sue conferenze stampa del lockdown, se ne usciva con l'espressione "noi consentiamo". Il presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre commentò: "Specchio della arbitrarietà generale e del pensiero autoritario del presidente del Consiglio sono espressioni apparentemente marginali, ma ieri da lui frequentemente usate, come 'noi consentiamo',...

10 minJUL 29
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L'emendamento "salva-idee" nella legge Zan è una trappola per i cattolici creduloni

Il governo regala 4 milioni di euro alle associazioni Lgbt

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6216IL GOVERNO REGALA 4 MILIONI DI EURO ALLE ASSOCIAZIONI LGBT di Giuliano Guzzo4 milioni di euro. A tanto, in tempi di piena crisi economica conseguente a quella sanitaria, ammonta il «regalo» che la maggioranza di governo, Pd-5S, ha pensato di bene di fare all'associazionismo Lgbt, anticipando anche la discussione del ddl Zan contro l'omotransfobia e la misoginia, in programma in aula per il prossimo 27 luglio. Da dove questo «regalo»? Semplice: da un emendamento al decreto Rilancio approvato alcuni giorni fa presso la commissione Bilancio alla Camera dove, su proposta di Gilda Sportiello, giovane deputata del M5s, esso è stato messo ai voti.Per la precisione, si tratta di 4 milioni che andranno all'istituzione di case rifugio e sportelli di ascolto per le vittime di atti omotransfobici. A dare, giubilante, la notizia dell'approvazione di questo emendamento è stata la senatrice Alessandra Maiorino, vicepresidente vicaria del gruppo M5s a palazzo Madama, la quale, in una nota, non ha mancato di rivendicare con orgoglio la paternità di tale iniziativa, realizzata in collaborazione con la citata Sportiello. «Abbiamo messo in sicurezza la legge di tutela della comunità Lgbt contro le discriminazioni», ha annunciato la Maiorino, che è passata subito ad illustrare com'è riuscita nell'impresa: «In commissione Bilancio alla Camera è stato approvato un emendamento sul quale ho lavorato insieme alla deputata Sportiello, con cui garantiamo i fondi per l'istituzione di case rifugio e sportelli di ascolto per le vittime di atti omotransfobici».«Dimostriamo con fatti concreti», ha inoltre aggiunto la Maiorino, «l'impegno del Movimento cinque stelle verso una comunità, quella Lgbt, che a partire già da quest'anno potrà usufruire di servizi e assistenza su misura, offerti da operatori professionisti, rendendo così l'Italia un Paese più inclusivo e giusto verso tutte e tutti i suoi e le sue cittadine». A seguire, la senatrice del M5s, entusiasta per il «grande lavoro di squadra con tutta la maggioranza», ha rivolto un pensiero alla deputata Sportiello, «che ringrazio infinitamente».In effetti, visti come già si ricordava i tempi di profnda crisi economica, 4 milioni di euro sono una gran somma. Che servirà - ha spiegato l'onorevole Sportiello - ad «un programma volto a garantire assistenza legale, psicologica, sanitaria, sociale alle vittime di discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, nonché ai soggetti che si trovino, a causa di questo, in situazioni di vulnerabilità». A chi si chiedesse cosa c'entrino gli aiuti alle vittime di violenza con il dl Rilancio, la Sportiello fa presente che «l'emergenza Covid ha acuito questi drammi».Sfortunatamente, la deputata pentastellata proponente dell'emendamento non pare però abbia portato alcun dato di fatto a suffragio della tesi secondo cui «l'emergenza Covid ha acuito i drammi» legati ad omofobia e transfobia. Motivo per cui, fino a prova contraria, gli ultimi dati disponibili non sono quelli che descrivono un'Italia nella morsa dell'intolleranza. Anzi, i dati più recenti attestano l'esatto contrario, confutando lo stereotipo dell'Italia come Paese intollerante. Secondo l'Oscad, l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori attivo presso il Viminale, le aggressioni contro le persone omosessuali sono in infatti calo: nel 2018 furono 43, e l'anno scorso son scese a 29.Quelle contro i disabili, per capirci, sono risultate assai più numerose, come aggressioni (69). Ma niente 4 milioni in più, ahinoi, per il mondo della disabilità: solo per quello delle minoranze Lgbt. Eppure, se solo si fa presente che quella arcobaleno è una lobby, si passa per complottisti o appunto intolleranti. E pensare che i dati di fatto bastano ed avanzano per descrivere una realtà che, a...

14 minJUL 24
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Il governo regala 4 milioni di euro alle associazioni Lgbt
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