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E il mondo? Chiedilo alla geografia!

Fabrizio Eva

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Analisi e commento settimanale (ogni sabato) sui fatti geopolitici di attualità (dinamiche, crisi, fatti, eventi, ecc.).L'analisi e il commento prendono spunto dalle informazioni e dai commenti comparsi sui quotidiani in relazione a dinamiche geopolitiche: nel mondo in generale, in specifiche aree geografiche, su particolari stati, entro gli stati. Commento audio max 15 minuti (possibile qualche video).

Latest Episodes

Nagorno Karabakh e la narrazione occidentale orientata (6nov2020)

Un commento, entro un quadro interpretativo, dopo 40 giorni dall'inizio delle operazioni militari dell'Azerbaigian contro la regione secessionista del Nagorno Karabakh e dei 7 distretti azeri controllati dall'Armenia dalla guerra del 1991-94. Il quadro interpretativo sottolinea ancora una volta l'ambiguità delle dichiarazioni di principio rispetto alle situazioni di fatto e cerca di evidenziare quali meccanismi entrano in gioco che rendono difficile una negoziazione pacifica.Il podcast evidenzia anche qual è l'orientamento dei quotidiani italiani (e Occidentali) nella narrazione degli eventi e di come si resti all'interno del confronto noi/loro, che non aiuta la soluzione negoziata e nemmeno l'informazione sulla dinamica in corso.

15 min3 w ago
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Nagorno Karabakh e la narrazione occidentale orientata (6nov2020)

Diversi scenari per la solita geopolitica (Libia Hong Kong Turchia Bielorussia)14set2020

Un commento alle notizie geopolitiche presentate il luglio e agosto dai mass media (Libia, Hongk Kong, Bielorussia, Turchia nel Mediterraneo orientale contro Grecie Francia, Usa, Isreale e Emirati) nel quadro della sostanziale stabilità degli assetti geopolitici mondiali. Con guerre di narrazioni e di dichiarazioni, piccoli attidi forza, e forzature delle regole e degli accordi sottoscritti.

18 minSEP 15
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Diversi scenari per la solita geopolitica (Libia Hong Kong Turchia Bielorussia)14set2020

Una Turchia irrefrenabile nel nuovo contesto iconografico internazionale (24lug2020)

L'intervento vuole sottolineare come l'attivismo geopolitico turco in diverse aree dalla Siria alla Libia e ora nel Mediterraneo orientale può essere inquadrato nel cambiamento, anche se parziale, avvenuto nel quadro di riferimento "teorico", cioè iconografico, dei valori della cosiddetta "comunità internazionale" (in realtà sempre un massimo di 10 paesi a seconda dell'area geografica interessata).

16 minJUL 25
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Una Turchia irrefrenabile nel nuovo contesto iconografico internazionale (24lug2020)

Turchia e Russia in Siria. Talvolta alleati instabili, amici impossibili (seconda parte)(3marzo2020)

Seconda parte di un commento sulla situazione nella provincia di Idlib in Siria. L'esercito governativo da mesi erode il territorio dell'ultima provincia dove si trovano vari gruppi armati ribelli al governo, protetti militarmente dalla Turchia che ha inviato anche propri soldati a seguito di un accordo con la Russia (e l'Iran) nel 2018. Il 27 febbraio 2020 36 soldati turchi sono morti per un attacco governativo e la crisi è diventata umanitaria (per la fuga di migliaia di sfollati) e geopolitica per la richiesta di Erdohan di una sostegno da parte degli alleati della NATO. Questa seconda parte evidenzia i caratteri fisici della crisi siriana e come la Turchia stia cercando un sostegno internazionale da parte della NATO e dell'Unione Europea nonostante che negli ultimi anni abbia agito in spregio di accordi e regole da lui stesso sottoscritti testimoniati dalle tre invasioni dei suoi soldati in territorio siriano. La crisi umanitaria degli sfollati siriani viene usata da Erdohan co...

14 minMAR 4
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Turchia e Russia in Siria. Talvolta alleati instabili, amici impossibili (seconda parte)(3marzo2020)

Turchia e Russia in Siria. Talvolta alleati instabili, amici impossibili (prima parte) (3marzo2020)

Prima parte di un commento sulla situazione nella provincia di Idlib in Siria. L'esercito governativo da mesi erode il territorio dell'ultima provincia dove si trovano vari gruppi armati ribelli al governo, protetti militarmente dalla Turchia che ha inviato anche propri soldati a seguito di un accordo con la Russia (e l'Iran) nel 2018. Il 27 febbraio 2020 36 soldati turchi sono morti per un attacco governativo e la crisi è diventata umanitaria (per la fuga i migliaia di sfollati) e geopolitica per la richiesta di Erdohan di una sostegno da parte degli alleati della NATO. Questa prima parte ripercorre brevemente la dinamica della crisi siriana e come la Turchia sia presente in Siria per la sua preoccupazione del rafforzamento dei curdi del Rojava, che sono stati i migliori combattenti vittoriosi contro daesh (il cosiddetto stato islamico).

14 minMAR 4
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Turchia e Russia in Siria. Talvolta alleati instabili, amici impossibili (prima parte) (3marzo2020)

La Libia e gli attori interni e esterni (17gen2020)

La crisi libica forse potrà essere congelata nel prossimo incontro internazionale di Berlino; ma non certo risolta. I fattori che l'hanno scatenata e soprattutto quelli che la sostengono non vengono affrontati nella loro chiarezza perché molti attori, soprattutto stati esterni, sono ambigui e anche doppiogiochisti. Il generale Haftar non è riuscito a conquistare Tripoli in 8 mesi e la Turchia si è mossa, contro le dichiarazioni dell'ONU e per i suoi interessi, ma anche smuovendo uno stallo. Il mantra dell'integrità territoriale della Libia, cioè che sia stabile e pacifica solo se unita è la gabbia mentale dei pochi leader mondiali che contano che non consente loro di capire la realtà storica, geografica e umana della situazione in Libia oggi. Due o tre Libie potrebbero forse essere più pacifiche se tutte avessero il vantaggio (suddiviso) della rendita petrolifera e del gas.

10 minJAN 18
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La Libia e gli attori interni e esterni (17gen2020)

USA-Iran un confronto-scontro di lunga durata (17gen2020)

La recente uccisione mirata da parte degli USA di Trump del generale Soleimani e le imponenti manifestazioni di massa in Iran che chiedevano vendetta hanno fatto titolare a molti giornali che si era sulla soglia della terza guerra mondiale. In realtà non è così. Per fattori contingenti (l'abbattimento dell'aereo di linea ucraino per errore ha calmierato gli animi iraniani e innescato proteste interne) e per fattori più generali poco considerati e cioè che il confronto/scontro tra USA e Iran è in corso dal 1980 e già ci sono stati fatti terribili che non hanno fatto precipitare la situazione. Oggi certo la volontà di Trump di farsi rieleggere come simbolo di uomo forte e vincente e gli effetti fortemente negativi delle sanzioni USA sulla rendita petrolifera iraniana sono fattori che peggiorano il contesto. Ma oggi nessuna delle potenze (USA, Russia, Cina) vuole una guerra aperta. Si usano i ricatti economici o si usano i cosiddetti proxy, cioè chi combatte limitatamente e lo...

11 minJAN 18
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USA-Iran un confronto-scontro di lunga durata (17gen2020)

Una geopolitica di ipocrisie, guerre e ricatti economici a scapito dell'ambiente (24dic2019)

Da recenti articoli di quotidiani il podcast sottolinea le ipocrisie e le frasi fatte a proposito del ruolo dell'ONU e dell'Unione Europea in presenza di dinamiche che vengono affrontate sempre secondo la logica del più forte o del più protetto dai pochi stati che contano. Casi recenti sono la riunione della NATO, le azioni della Turchia e le dinamiche interne e esterne alla Libia. In campo economico si fa riferimento alle pressioni USA contro il gasdotto North Stream 2 in contrapposizione al favore versi i gasdotti ucraini. Tutto a scapito dell'ambiente.

13 min2019 DEC 26
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Una geopolitica di ipocrisie, guerre e ricatti economici a scapito dell'ambiente (24dic2019)

I curdi oggi - le differenze e le aspirazioni (21 ottobre 2019)

Alla vigilia della fine della tregua farsa di 5 giorni concordata tra Trump e Erdohan (determinato a colpirli senza ritegno) vale la pena chiarire cosa vogliono (geo)politicamente i curdi che sono divisi in quattro stati e che hanno aspirazioni differenti, non solo per le diverse condizioni politico-geografiche. La cosa che va ribadita è che i curdi siriani del Rojava e quelli turchi del Bakur (sud-est della Turchia) propongono il Confederalismo Democratico e non più un singolo stato nazionale curdo. Una auto-organizzazione democratica dal basso che è una proposta e una realizzazione unica nel Medio Oriente e non solo.

14 min2019 OCT 22
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I curdi oggi - le differenze e le aspirazioni (21 ottobre 2019)

Hong Kong - due soggetti contrastanti in un difficile equilibrio (19set2019)

Un commento sulle proteste prolungate a Hong Kong nel quadro dei molti fattori in campo. Quali richieste dei manifestanti sono compatibili e quali no con l'assetto dichiarato di "Un paese, due sistemi" accettato (e interpretato) da Pechino.

14 min2019 SEP 20
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Hong Kong - due soggetti contrastanti in un difficile equilibrio (19set2019)

Latest Episodes

Nagorno Karabakh e la narrazione occidentale orientata (6nov2020)

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Turchia e Russia in Siria. Talvolta alleati instabili, amici impossibili (seconda parte)(3marzo2020)

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14 minMAR 4
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Alla vigilia della fine della tregua farsa di 5 giorni concordata tra Trump e Erdohan (determinato a colpirli senza ritegno) vale la pena chiarire cosa vogliono (geo)politicamente i curdi che sono divisi in quattro stati e che hanno aspirazioni differenti, non solo per le diverse condizioni politico-geografiche. La cosa che va ribadita è che i curdi siriani del Rojava e quelli turchi del Bakur (sud-est della Turchia) propongono il Confederalismo Democratico e non più un singolo stato nazionale curdo. Una auto-organizzazione democratica dal basso che è una proposta e una realizzazione unica nel Medio Oriente e non solo.

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Hong Kong - due soggetti contrastanti in un difficile equilibrio (19set2019)

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14 min2019 SEP 20
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