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Loquis ridisegna i contorni di Roma attraverso le storie degli omicidi avvenuti nei suoi palazzi e nelle le sue strade. Un viaggio attraverso 100 delitti che hanno reso la capitale misteriosa e inquietante: da Romolo e Remo fino ai giorni nostri. Cosa si nasconde nelle trame di questi crimini? Loquis dà voce ai luoghi più amati in Italia e nel mondo.Scarica l'app Loquis per iOS e Android

Latest Episodes

La strana morte di Mario Ferraro

Accade tutto il 16 luglio 1995, quando il corpo dell'agente viene ritrovato impiccato con la cinghia dell'accappatoio all'appendi-asciugamani nel bagno della sua abitazione, un attico qui nel quartiere Eur. Esperto in informatica, traffico di armi e terrorismo internazionale, gli inquirenti all'inizio ipotizzano un suicidio per depressione, dovuta alla morte della figlia e alla separazione con la moglie. In realtà però, all'epoca, Ferraro conviva da cinque anni con Maria Antonietta Viali, che all'inizio lo conosce come Fabio Marcelli, funzionario di una società romana di import-export , che si vocifera sia usata come copertura dai servizi segreti. Nonostante l'ipotesi del suicidio aveva riscosso dubito successo, l'altezza della cinghia era di un metro e venti quindi qualcosa non quadrava. Venne proposta una seconda ipotesi: l'uomo potrebbe essere stato ucciso, forse per aver concesso nullaosta a ditte legate alla mafia o coinvolte in Tangentopoli.

--2019 SEP 19
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La strana morte di Mario Ferraro

I gialli fotocopia di Vera e Sandra

Vera e Sandra venivano dalla Germania; adoravano passeggiare per Roma tra i monumenti, sotto il sole; nella capitale non si mangiavano würstel e crauti ma strepitose pizze capricciose. Trascorrevano giorni allegri e spensierati, la mattina al lavoro e la sera a zonzo nella Roma by night. A distanza di 3 anni, però, tra molte analogie, le due donne ebbero la stessa tragica fine. La ventenne Vera, abitante in una cittadina della Foresta Nera, il 24 agosto 2004 fu ripescata nel Tevere, all’altezza di ponte Marconi; il corpo mangiucchiato dai topi, la maglietta a fiori quasi irriconoscibile e i pantaloncini bianchi attillati ridotti a brandelli. Sandra, 33 anni, giunta da Monaco di Baviera, nel pomeriggio del 26 ottobre 2007 fu trovata a faccia in giù nel cortile dell’hotel Ergife, una povera marionetta rotta, braccia e gambe aperte in una posizione innaturale. Entrambe avevano bevuto troppo e si erano allontanate dal loro gruppo di amici corrispettivamente con due uomini con cui c'erano state effusioni e giochi di sguardi. Partirono due inchieste fotocopia, complicate dai buchi nella ricostruzione. Entrambi gli uomini si ritrovarono accusati dello stesso reato: morte come conseguenza di altro misfatto. Cessione di droga il primo, violenza sessuale il secondo.

--2019 SEP 19
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I gialli fotocopia di Vera e Sandra

Sei tu Francescone?

Si girò per rispondere a questa domanda, Francesco Anniballi, comparsa e stuntman, controfigura di Bud Spencer e attore in "I nuovi mostri", quando, il 27 gennaio 1992, un killer con il volto coperto si presentò sotto casa dell'uomo e esplose due colpi di pistola: uno alla gamba e l’altro, fatale, alla schiena. Il delitto, avvenuto a Centocelle, non è mai stato risolto. I primi giorni si parlò di racket delle comparse, dal momento che Francesco aveva da poco ottenuto l'incarico di selezione degli attori per la casa cinematografica di Gianni Di Clemente.

--2019 SEP 19
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Sei tu Francescone?

Il mistero irrisolto della scomparsa di Davide Cervia

Sono passati quasi trent'anni da quando Marisa Gentile ha visto per l'ultima volta gli occhi di suo marito, Davide Cervia, rapito qui, fuori dalla loro casa di Colle dei Marmi, il 12 settembre 1990. L'inchiesta per la scomparsa dell'Ex sottufficiale della Marina fu una vera agonia, lenta e atroce, un mistero di Stato, che ancora oggi non trova soluzione e resta una ferita aperta per tutta la nazione. L'inchiesta penale fu archiviata tra il 1999 e il 2000 perché erano ancora ignoti gli autori del sequestro di persona ma la battaglia per la verità è andata avanti al Tribunale civile, con i giudici di Roma che recentemente hanno condannato il ministero della Difesa per aver violato il diritto alla verità da parte dei Cervia. Il ministro si era fatto promotore della richiesta di istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla scomparsa di Cervia: un impegno che si è assunto anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, cui oggi, a distanza di anni dalla misteriosa scomparsa, spetta sollecitare le Camere al fine di "regalare" a Marisa, e i loro figli, la verità che cercano da tempo.

--2019 SEP 19
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Il mistero irrisolto della scomparsa di Davide Cervia

«Bisigato» e la donna del mistero

E' qui che abitava il pensionato Alessandro Pieri, 78 anni, ex calciatore dell’Alba Roma, nella serie C degli anni Trenta; in seguito autista del Servizio affissioni del Comune. Il 19 gennaio 1995, l'uomo non si presentò all’appuntamento di pranzo con un amico a Porta Portese e quest'ultimo lanciò subito l'allarme. La ricerca dell'uomo finì presto e tragicamente: il corpo di «Bisigato», come viene chiamato il pensionato per la somiglianza al famoso centravanti che giocò nella Lazio tra le due guerre, fu rinvenuto in casa, in salotto, sul divano. L’uscio della casa era semiaperto, sul tavolo, due bicchierini di liquore mezzi pieni e un vassoio di paste, nel portacenere qualche sigaretta di marca diversa dalle sue, con segni di rossetto, prova evidente di un incontro galante. Probabilmente l'uomo fu avvelenato da una donna ma la Squadra Mobile indagò per qualche settimana, poi si arrese e la morte del trasteverino finì nell’elenco dei casi romani irrisolti.

--2019 SEP 19
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«Bisigato» e la donna del mistero

Il giallo di Maria Teresa dell'Unto

La sua storia ha inizio il 29 marzo del 2001. Dopo essere uscita dalla sua abitazione a Tragliatella, una frazione di Roma, nella zona di Bracciano, la donna salì a bordo della sua Fiat Punto. Quel giorno mise la carne a scongelare, come se dovesse fare ritorno ma di lei, da quel momento, si persero le tracce. Solo più tardi il marito, chiamando in ospedale, apprese che Maria Teresa era di riposo. E' proprio qui, alla stazione di Anguillara che fu ritrovata la sua macchina. Il caso finì per essere archiviato per l’assenza di elementi utili a condurre le indagini ma solo nel 2009, otto anni dopo, subì una svolta inaspettata che portò alla sua soluzione. Il suo cadavere fu rinvenuto a casa di un suo ex collega e a quanto pare strozzino, il sessantaquattrenne romano Angelo Stazzi, già coinvolta in una serie di omicidi simili. Per il delitto della collega, Stazzi fu condannato a 24 anni di carcere; nel marzo 2014 giunse anche la condanna da parte della Corte di Cassazione di Roma che condannò l’uomo all’ergastolo con l’accusa di aver ucciso sette anziani ricoverati in una casa di riposo alle porte della Capitale, in seguito alla somministrazione massiccia di insulina in soggetti non diabetici e, in due casi specifici, di psicofarmaci.

--2019 SEP 19
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Il giallo di Maria Teresa dell'Unto

Il lupo dell'Agro Romano

E' proprio in via Flaminia che, il 15 luglio del 1983, è stato rinvenuto il primo cadavere di una prostituta, Thea Stoppa, uccisa per mano del misogino lupo dell'Agro Romano, Maurizio Giugliano. La breve vita del lupo è segnata fin dalla nascita: per un errore in sala parto contrae un ritardo psicomotorio e a otto anni, poi, viene investito, riportando una commozione cerebrale. I genitori, Italo e Maria, si convincono che la sua trasformazione e la sua spiccata inclinazione a comportamenti violenti e sadici siano legati proprio a questi due episodi. Fin da piccolo, Maurizio tortura e uccide animali indifesi per il gusto di farlo, tenta di uccidere il fratello minore, Roberto, e brucia il volto ad un altro fratello, Franco; strappa anche un occhio ad un compagno di classe con una forchetta. Maurizio sviluppa un odio feroce nei confronti delle donne, ma nonostante ciò, sposa la minorenne Rosa e la mette incinta. Da quell'anno inzia la sua caccia, uccide prima 3 prostitute e poi donne comuni, anche minorenni, in maniera violenta; strangolandole, sgozzandole o calpestandole violentemente. Dopo una serie di processi, risultò colpevole per uno solo dei suoi delitti perché riconosciuto da alcuni testimoni, ma il magistrato, tenendo presente la seminfermità mentale dell'uomo, commuterà la pena in dieci anni da scontare nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. Qui il lupo morirà, all'età di 31 anni per un infarto, dopo aver soffocato, con un cuscino, il suo compagno di cella.

--2019 SEP 19
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Il lupo dell'Agro Romano

Domenico Bruno e la piena del Tevere

Il suo corpo riaffiorò sul litorale di Ostia il 27 febbraio del 2004. Ad essere ritrovato ucciso con dodici coltellate Domenico Bruno, imprenditore originario della Calabria all'epoca dei fatti 45enne. Il delitto si consumò la notte tra il 27 ed il 28 gennaio dello stesso anno. Secondo l'accusa l'uomo fu ucciso dall'ex moglie Luciana Cristallo, con l'aiuto del suo compagno di allora, Fabrizio Rubini, poi venne avvolto in un tappetto e gettato nel fiume Tevere, dal quale riaffiorò sulla spiaggia del Faber Beach un mese dopo. Accusati dell'omicidio di Domenico Bruno, Luciana Cristallo (sposata con la vittima per venti anni e dalla quale ebbe quattro figli), e Fabrizio Rubini, vennero assolti con formula piena il 23 ottobre del 2012. La Corte, assolse in primo grado la donna, perché avrebbe agito per legittima difesa, mentre il suo compagno di allora, Fabrizio Rubini, venne assolto per non aver commesso il fatto. L'accusa di occultamento di cadavere andò invece in prescrizione.

--2019 SEP 18
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Domenico Bruno e la piena del Tevere

Il detective ucciso al binario 10

Il detective ed ex rappresentante di elettrodomestici Duilio Saggia Civitelli fu ucciso con una colpo di pistola alla testa il 12 febbraio 1995, mentre attendeva il treno al binario 10 della stazione Ostiense. Due piste di indagine, una passionale e una d'usura. Ma non emerse nulla e tre anni dopo l’inchiesta fu archiviata. Oggi Massimo Saggia Civitelli, il figlio, anche lui titolare di una agenza di investigazioni, non esclude che a sparare sia stato un serial killer che compie gesti gratuiti», ancora in circolazione: negli anni successivi, tra la Piramide e Trastevere, ci sono stati tre casi fotocopia: il detective, una suora, il fotografo dei vip sotto ponte Testaccio.

--2019 SEP 17
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Il detective ucciso al binario 10

Il Cadavere di Padre Pierre

Il primo febbraio 2000 all’altezza di Vitinia venne rinvenuto un cadavere, subito riconosciuto dai confratelli come quello di padre Pierre Silviet-Carricart, sacerdote trasferito a Roma dalla Francia alle fine degli anni Novanta dopo che il religioso era stato accusato di pedofilia. Ma il magistrato francese sospettò che nelle bara fosse stato collocato un morto diverso, per coprire la fuga del prelato. Si arrivò così, nel novembre 2000, alla riesumazione della salma nel cimitero di un paese sui Pirenei dai cui esami del Dna, però arrivò la conferma dell'idea iniziale: il corpo era proprio quello dell’ex rettore dell’istituto Notre Dame di Bétharram , accusato di violenza sessuale da due collegiali e quasi certamente suicida.

--2019 SEP 17
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Il Cadavere di Padre Pierre

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Accade tutto il 16 luglio 1995, quando il corpo dell'agente viene ritrovato impiccato con la cinghia dell'accappatoio all'appendi-asciugamani nel bagno della sua abitazione, un attico qui nel quartiere Eur. Esperto in informatica, traffico di armi e terrorismo internazionale, gli inquirenti all'inizio ipotizzano un suicidio per depressione, dovuta alla morte della figlia e alla separazione con la moglie. In realtà però, all'epoca, Ferraro conviva da cinque anni con Maria Antonietta Viali, che all'inizio lo conosce come Fabio Marcelli, funzionario di una società romana di import-export , che si vocifera sia usata come copertura dai servizi segreti. Nonostante l'ipotesi del suicidio aveva riscosso dubito successo, l'altezza della cinghia era di un metro e venti quindi qualcosa non quadrava. Venne proposta una seconda ipotesi: l'uomo potrebbe essere stato ucciso, forse per aver concesso nullaosta a ditte legate alla mafia o coinvolte in Tangentopoli.

--2019 SEP 19
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I gialli fotocopia di Vera e Sandra

Vera e Sandra venivano dalla Germania; adoravano passeggiare per Roma tra i monumenti, sotto il sole; nella capitale non si mangiavano würstel e crauti ma strepitose pizze capricciose. Trascorrevano giorni allegri e spensierati, la mattina al lavoro e la sera a zonzo nella Roma by night. A distanza di 3 anni, però, tra molte analogie, le due donne ebbero la stessa tragica fine. La ventenne Vera, abitante in una cittadina della Foresta Nera, il 24 agosto 2004 fu ripescata nel Tevere, all’altezza di ponte Marconi; il corpo mangiucchiato dai topi, la maglietta a fiori quasi irriconoscibile e i pantaloncini bianchi attillati ridotti a brandelli. Sandra, 33 anni, giunta da Monaco di Baviera, nel pomeriggio del 26 ottobre 2007 fu trovata a faccia in giù nel cortile dell’hotel Ergife, una povera marionetta rotta, braccia e gambe aperte in una posizione innaturale. Entrambe avevano bevuto troppo e si erano allontanate dal loro gruppo di amici corrispettivamente con due uomini con cui c'erano state effusioni e giochi di sguardi. Partirono due inchieste fotocopia, complicate dai buchi nella ricostruzione. Entrambi gli uomini si ritrovarono accusati dello stesso reato: morte come conseguenza di altro misfatto. Cessione di droga il primo, violenza sessuale il secondo.

--2019 SEP 19
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I gialli fotocopia di Vera e Sandra

Sei tu Francescone?

Si girò per rispondere a questa domanda, Francesco Anniballi, comparsa e stuntman, controfigura di Bud Spencer e attore in "I nuovi mostri", quando, il 27 gennaio 1992, un killer con il volto coperto si presentò sotto casa dell'uomo e esplose due colpi di pistola: uno alla gamba e l’altro, fatale, alla schiena. Il delitto, avvenuto a Centocelle, non è mai stato risolto. I primi giorni si parlò di racket delle comparse, dal momento che Francesco aveva da poco ottenuto l'incarico di selezione degli attori per la casa cinematografica di Gianni Di Clemente.

--2019 SEP 19
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Il mistero irrisolto della scomparsa di Davide Cervia

Sono passati quasi trent'anni da quando Marisa Gentile ha visto per l'ultima volta gli occhi di suo marito, Davide Cervia, rapito qui, fuori dalla loro casa di Colle dei Marmi, il 12 settembre 1990. L'inchiesta per la scomparsa dell'Ex sottufficiale della Marina fu una vera agonia, lenta e atroce, un mistero di Stato, che ancora oggi non trova soluzione e resta una ferita aperta per tutta la nazione. L'inchiesta penale fu archiviata tra il 1999 e il 2000 perché erano ancora ignoti gli autori del sequestro di persona ma la battaglia per la verità è andata avanti al Tribunale civile, con i giudici di Roma che recentemente hanno condannato il ministero della Difesa per aver violato il diritto alla verità da parte dei Cervia. Il ministro si era fatto promotore della richiesta di istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla scomparsa di Cervia: un impegno che si è assunto anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, cui oggi, a distanza di anni dalla misteriosa scomparsa, spetta sollecitare le Camere al fine di "regalare" a Marisa, e i loro figli, la verità che cercano da tempo.

--2019 SEP 19
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E' qui che abitava il pensionato Alessandro Pieri, 78 anni, ex calciatore dell’Alba Roma, nella serie C degli anni Trenta; in seguito autista del Servizio affissioni del Comune. Il 19 gennaio 1995, l'uomo non si presentò all’appuntamento di pranzo con un amico a Porta Portese e quest'ultimo lanciò subito l'allarme. La ricerca dell'uomo finì presto e tragicamente: il corpo di «Bisigato», come viene chiamato il pensionato per la somiglianza al famoso centravanti che giocò nella Lazio tra le due guerre, fu rinvenuto in casa, in salotto, sul divano. L’uscio della casa era semiaperto, sul tavolo, due bicchierini di liquore mezzi pieni e un vassoio di paste, nel portacenere qualche sigaretta di marca diversa dalle sue, con segni di rossetto, prova evidente di un incontro galante. Probabilmente l'uomo fu avvelenato da una donna ma la Squadra Mobile indagò per qualche settimana, poi si arrese e la morte del trasteverino finì nell’elenco dei casi romani irrisolti.

--2019 SEP 19
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Il giallo di Maria Teresa dell'Unto

La sua storia ha inizio il 29 marzo del 2001. Dopo essere uscita dalla sua abitazione a Tragliatella, una frazione di Roma, nella zona di Bracciano, la donna salì a bordo della sua Fiat Punto. Quel giorno mise la carne a scongelare, come se dovesse fare ritorno ma di lei, da quel momento, si persero le tracce. Solo più tardi il marito, chiamando in ospedale, apprese che Maria Teresa era di riposo. E' proprio qui, alla stazione di Anguillara che fu ritrovata la sua macchina. Il caso finì per essere archiviato per l’assenza di elementi utili a condurre le indagini ma solo nel 2009, otto anni dopo, subì una svolta inaspettata che portò alla sua soluzione. Il suo cadavere fu rinvenuto a casa di un suo ex collega e a quanto pare strozzino, il sessantaquattrenne romano Angelo Stazzi, già coinvolta in una serie di omicidi simili. Per il delitto della collega, Stazzi fu condannato a 24 anni di carcere; nel marzo 2014 giunse anche la condanna da parte della Corte di Cassazione di Roma che condannò l’uomo all’ergastolo con l’accusa di aver ucciso sette anziani ricoverati in una casa di riposo alle porte della Capitale, in seguito alla somministrazione massiccia di insulina in soggetti non diabetici e, in due casi specifici, di psicofarmaci.

--2019 SEP 19
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E' proprio in via Flaminia che, il 15 luglio del 1983, è stato rinvenuto il primo cadavere di una prostituta, Thea Stoppa, uccisa per mano del misogino lupo dell'Agro Romano, Maurizio Giugliano. La breve vita del lupo è segnata fin dalla nascita: per un errore in sala parto contrae un ritardo psicomotorio e a otto anni, poi, viene investito, riportando una commozione cerebrale. I genitori, Italo e Maria, si convincono che la sua trasformazione e la sua spiccata inclinazione a comportamenti violenti e sadici siano legati proprio a questi due episodi. Fin da piccolo, Maurizio tortura e uccide animali indifesi per il gusto di farlo, tenta di uccidere il fratello minore, Roberto, e brucia il volto ad un altro fratello, Franco; strappa anche un occhio ad un compagno di classe con una forchetta. Maurizio sviluppa un odio feroce nei confronti delle donne, ma nonostante ciò, sposa la minorenne Rosa e la mette incinta. Da quell'anno inzia la sua caccia, uccide prima 3 prostitute e poi donne comuni, anche minorenni, in maniera violenta; strangolandole, sgozzandole o calpestandole violentemente. Dopo una serie di processi, risultò colpevole per uno solo dei suoi delitti perché riconosciuto da alcuni testimoni, ma il magistrato, tenendo presente la seminfermità mentale dell'uomo, commuterà la pena in dieci anni da scontare nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. Qui il lupo morirà, all'età di 31 anni per un infarto, dopo aver soffocato, con un cuscino, il suo compagno di cella.

--2019 SEP 19
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Il suo corpo riaffiorò sul litorale di Ostia il 27 febbraio del 2004. Ad essere ritrovato ucciso con dodici coltellate Domenico Bruno, imprenditore originario della Calabria all'epoca dei fatti 45enne. Il delitto si consumò la notte tra il 27 ed il 28 gennaio dello stesso anno. Secondo l'accusa l'uomo fu ucciso dall'ex moglie Luciana Cristallo, con l'aiuto del suo compagno di allora, Fabrizio Rubini, poi venne avvolto in un tappetto e gettato nel fiume Tevere, dal quale riaffiorò sulla spiaggia del Faber Beach un mese dopo. Accusati dell'omicidio di Domenico Bruno, Luciana Cristallo (sposata con la vittima per venti anni e dalla quale ebbe quattro figli), e Fabrizio Rubini, vennero assolti con formula piena il 23 ottobre del 2012. La Corte, assolse in primo grado la donna, perché avrebbe agito per legittima difesa, mentre il suo compagno di allora, Fabrizio Rubini, venne assolto per non aver commesso il fatto. L'accusa di occultamento di cadavere andò invece in prescrizione.

--2019 SEP 18
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Il detective ed ex rappresentante di elettrodomestici Duilio Saggia Civitelli fu ucciso con una colpo di pistola alla testa il 12 febbraio 1995, mentre attendeva il treno al binario 10 della stazione Ostiense. Due piste di indagine, una passionale e una d'usura. Ma non emerse nulla e tre anni dopo l’inchiesta fu archiviata. Oggi Massimo Saggia Civitelli, il figlio, anche lui titolare di una agenza di investigazioni, non esclude che a sparare sia stato un serial killer che compie gesti gratuiti», ancora in circolazione: negli anni successivi, tra la Piramide e Trastevere, ci sono stati tre casi fotocopia: il detective, una suora, il fotografo dei vip sotto ponte Testaccio.

--2019 SEP 17
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Il Cadavere di Padre Pierre

Il primo febbraio 2000 all’altezza di Vitinia venne rinvenuto un cadavere, subito riconosciuto dai confratelli come quello di padre Pierre Silviet-Carricart, sacerdote trasferito a Roma dalla Francia alle fine degli anni Novanta dopo che il religioso era stato accusato di pedofilia. Ma il magistrato francese sospettò che nelle bara fosse stato collocato un morto diverso, per coprire la fuga del prelato. Si arrivò così, nel novembre 2000, alla riesumazione della salma nel cimitero di un paese sui Pirenei dai cui esami del Dna, però arrivò la conferma dell'idea iniziale: il corpo era proprio quello dell’ex rettore dell’istituto Notre Dame di Bétharram , accusato di violenza sessuale da due collegiali e quasi certamente suicida.

--2019 SEP 17
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