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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)

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[Mer 27] Vangelo: At 20, 28-38; Sal.67; Gv 17, 11-19.

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità».

1 MIN8 h ago
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[Mer 27] Vangelo: At 20, 28-38; Sal.67; Gv 17, 11-19.

[Mer 27] Commento: Siano una cosa sola, come noi.

Ora la preghiera di Gesù per i discepoli prende in considerazione la situazione di questi nel mondo, dopo la sua definitiva partenza. "Padre santo, custodisci nel tuo nome, coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola come noi". Gesù avverte il bisogno di raccomandarli a lui in modo del tutto speciale, perché siano mantenuti in quella sfera divina che è stata loro prospettata da lui stesso. Tale implorazione è indirizzata al "Padre santo", attributo che esprime una vicinanza riconoscente e quindi rassicurante per loro. Gesù ha fatto tutto il possibile per mantenerli in questo clima di amore, tranne "il figlio della perdizione", ai quali poi ha trasmesso la parola del Padre, ma ora li vede minacciati dal mondo che li odia, perché non gli appartengono. Perciò la sua premura nei loro confronti giunge sino ad invocare la sua potenza, affinché "li custodisca dal maligno". Questa elezione dei discepoli, che equivale anche ad una separazione, è in vista della loro "consacrazione nella verità". Sùbito si precisa che tale verità è la parola del Padre, che Gesù ha fatto conoscere ai suoi. Anche Gesù ha "consacrato se stesso", facendosi obbediente al Padre sino a offrire la sua vita in sacrificio. Tale testimonianza sacrificale è ormai norma, e modello anche per la santificazione dei discepoli. Questi, e fra di essi ci siamo noi, ricevono dal Padre l'iniziativa che li santifica, ma a questa santificazione debbono tendere, vedendo in Gesù l'esempio di obbedienza totale e di donazione piena. Come tu mi hai mandato, anch'io ho mandato loro, per questo consacro me stesso, perché siano anch'essi "consacrati nella verità".

1 MIN8 h ago
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[Mer 27] Commento: Siano una cosa sola, come noi.

[Mar 26] Vangelo: At 20, 17-27; Sal.67; Gv 17, 1-11.

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

1 MIN1 d ago
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[Mar 26] Vangelo: At 20, 17-27; Sal.67; Gv 17, 1-11.

[Mar 26] Commento: Padre, glorifica il tuo Figlio.

Siamo nel cosiddetto discorso sacerdotale, nel quale Gesù ci lascia vedere la profondità del suo cuore e ci svela quali sono le ansie e i sentimenti di questo cuore. Ecco quello che possiamo apprendere: in primo luogo il cuore di Cristo è come divorato dal desiderio del Padre suo. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio tuo glorifichi te". Sappiamo dall'evangelista Giovanni il significato che assume il verbo: glorificare. La croce è la Glorificazione del Padre, è il mistero dell'amore obbediente di Cristo Signore e dell'amore fraterno per tutti noi. Ed ecco l'ansia di glorificare il Padre, ansia che non si ferma dinanzi alla croce e che ci dà la misura di quale dev'essere anche il nostro desiderio di glorificare il Padre che chiamiamo con questo nome e che tale è nei nostri riguardi. Se gli occhi di Gesù sono 'alzati al cielo', nell'atteggiamento di chi implora il Padre, di fatto il suo sguardo del cuore è posato su "gli uomini che il Padre gli ha dato dal mondo", affidandoli a lui. A loro Gesù ha "fatto conoscere" la realtà profonda e misteriosa del Padre, e ha trasmesso le parole da lui ricevute. Se il Padre deve glorificare Gesù, lo faccia anche prendendo questi credenti sotto la sua protezione. Proprio la partenza di Gesù al Padre rende necessaria e urgente questa fervida intercessione. Anche noi che ora abbiamo ascoltato queste parole, ci sentiamo posti da questa supplica nelle mani del Padre, e viviamo la nostra appartenenza terrena nella fiducia del Signore. E' bello e consolante sapere che Gesù ha pregato e continua a pregare così per noi, ancora in cammino per le vie del mondo.

1 MIN1 d ago
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[Mar 26] Commento: Padre, glorifica il tuo Figlio.

[Lun 25] Vangelo: At 19, 1-8; Sal.67; Gv 16, 29-33.

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

43 s2 d ago
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[Lun 25] Vangelo: At 19, 1-8; Sal.67; Gv 16, 29-33.

[Lun 25] Commento: Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo.

Le parole dei discepoli sono piene ora di buone intenzioni, perché ritengono di aver capito che Gesù sta parlando chiaramente, senza ricorrere a immagini. Essi sono giunti a riconoscere che Gesù sa tutto, cioè legge nell'intimo di ciascuno, e su questo fatto basano la loro fede. "Per questo crediamo che sei venuto da Dio". Con garbata ironia Gesù commenta questa loro espressione di fede, ponendola in dubbio. "Adesso credete?". Quando la nostra fede è più umanamente baldanzosa e non è sufficientemente basata su Dio, è più vicina a venir meno, come nel caso dei discepoli. La vicinanza di un uomo straordinario, che sa tutto e che ci sa rispondere su tutto, non è fede, ma illusione. La fede, invece, non è questa: si dovrebbe sapere che, finché siamo pellegrini su questa terra, si vive nell'oscurità. Si crede anche senza sicurezza di vedere qualcosa di certo. "Ecco, viene l'ora, ed è giunta, in cui vi disperderete, ciascuno alle proprie case, e mi lascerete solo". Gli apos...

2 MIN2 d ago
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[Lun 25] Commento: Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo.

[Dom 24] Vangelo: At 1, 1-11; Sal 46; Ef 1, 17-23; Mt 28, 16-20.

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

40 s3 d ago
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[Dom 24] Vangelo: At 1, 1-11; Sal 46; Ef 1, 17-23; Mt 28, 16-20.

[Dom 24] Commento: L'umanità innalzata al cielo...

«Esulti di santa gioia, la tua Chiesa, o Padre per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo figlio asceso al cielo, la nostra umanità è innalzata accanto a te». Così ci fa pregare le liturgia in questo giorno solenne. Siamo sollecitati alla gioia, a dare lode a Dio perché Cristo ascende vittorioso e perché anche la nostra umanità è innalzata nella gloria. Il cielo che si riapre per accogliere il Figlio di Dio, si riapre anche per tutti noi. Il primo dei martiri, Santo Stefano, ci conferma in questa visione e in questa nuova speranza: «Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio». Gli apostoli sono testimoni oculari dell'ascensione del Signore. Era stato fissato loro un appuntamento in Galilea, dopo che ripetutamente, lo stesso Signore li aveva preventivamente avvertiti della sua prossima dipartita. Il loro cuore aveva sperimentato angoscia e timore a quell'annuncio. Gesù li aveva rassicurati fino a dire lor...

2 MIN3 d ago
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[Dom 24] Commento: L'umanità innalzata al cielo...
the END

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[Mer 27] Vangelo: At 20, 28-38; Sal.67; Gv 17, 11-19.

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità».

1 MIN8 h ago
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[Mer 27] Vangelo: At 20, 28-38; Sal.67; Gv 17, 11-19.

[Mer 27] Commento: Siano una cosa sola, come noi.

Ora la preghiera di Gesù per i discepoli prende in considerazione la situazione di questi nel mondo, dopo la sua definitiva partenza. "Padre santo, custodisci nel tuo nome, coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola come noi". Gesù avverte il bisogno di raccomandarli a lui in modo del tutto speciale, perché siano mantenuti in quella sfera divina che è stata loro prospettata da lui stesso. Tale implorazione è indirizzata al "Padre santo", attributo che esprime una vicinanza riconoscente e quindi rassicurante per loro. Gesù ha fatto tutto il possibile per mantenerli in questo clima di amore, tranne "il figlio della perdizione", ai quali poi ha trasmesso la parola del Padre, ma ora li vede minacciati dal mondo che li odia, perché non gli appartengono. Perciò la sua premura nei loro confronti giunge sino ad invocare la sua potenza, affinché "li custodisca dal maligno". Questa elezione dei discepoli, che equivale anche ad una separazione, è in vista della loro "consacrazione nella verità". Sùbito si precisa che tale verità è la parola del Padre, che Gesù ha fatto conoscere ai suoi. Anche Gesù ha "consacrato se stesso", facendosi obbediente al Padre sino a offrire la sua vita in sacrificio. Tale testimonianza sacrificale è ormai norma, e modello anche per la santificazione dei discepoli. Questi, e fra di essi ci siamo noi, ricevono dal Padre l'iniziativa che li santifica, ma a questa santificazione debbono tendere, vedendo in Gesù l'esempio di obbedienza totale e di donazione piena. Come tu mi hai mandato, anch'io ho mandato loro, per questo consacro me stesso, perché siano anch'essi "consacrati nella verità".

1 MIN8 h ago
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[Mer 27] Commento: Siano una cosa sola, come noi.

[Mar 26] Vangelo: At 20, 17-27; Sal.67; Gv 17, 1-11.

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

1 MIN1 d ago
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[Mar 26] Vangelo: At 20, 17-27; Sal.67; Gv 17, 1-11.

[Mar 26] Commento: Padre, glorifica il tuo Figlio.

Siamo nel cosiddetto discorso sacerdotale, nel quale Gesù ci lascia vedere la profondità del suo cuore e ci svela quali sono le ansie e i sentimenti di questo cuore. Ecco quello che possiamo apprendere: in primo luogo il cuore di Cristo è come divorato dal desiderio del Padre suo. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio tuo glorifichi te". Sappiamo dall'evangelista Giovanni il significato che assume il verbo: glorificare. La croce è la Glorificazione del Padre, è il mistero dell'amore obbediente di Cristo Signore e dell'amore fraterno per tutti noi. Ed ecco l'ansia di glorificare il Padre, ansia che non si ferma dinanzi alla croce e che ci dà la misura di quale dev'essere anche il nostro desiderio di glorificare il Padre che chiamiamo con questo nome e che tale è nei nostri riguardi. Se gli occhi di Gesù sono 'alzati al cielo', nell'atteggiamento di chi implora il Padre, di fatto il suo sguardo del cuore è posato su "gli uomini che il Padre gli ha dato dal mondo", affidandoli a lui. A loro Gesù ha "fatto conoscere" la realtà profonda e misteriosa del Padre, e ha trasmesso le parole da lui ricevute. Se il Padre deve glorificare Gesù, lo faccia anche prendendo questi credenti sotto la sua protezione. Proprio la partenza di Gesù al Padre rende necessaria e urgente questa fervida intercessione. Anche noi che ora abbiamo ascoltato queste parole, ci sentiamo posti da questa supplica nelle mani del Padre, e viviamo la nostra appartenenza terrena nella fiducia del Signore. E' bello e consolante sapere che Gesù ha pregato e continua a pregare così per noi, ancora in cammino per le vie del mondo.

1 MIN1 d ago
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[Mar 26] Commento: Padre, glorifica il tuo Figlio.

[Lun 25] Vangelo: At 19, 1-8; Sal.67; Gv 16, 29-33.

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

43 s2 d ago
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[Lun 25] Vangelo: At 19, 1-8; Sal.67; Gv 16, 29-33.

[Lun 25] Commento: Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo.

Le parole dei discepoli sono piene ora di buone intenzioni, perché ritengono di aver capito che Gesù sta parlando chiaramente, senza ricorrere a immagini. Essi sono giunti a riconoscere che Gesù sa tutto, cioè legge nell'intimo di ciascuno, e su questo fatto basano la loro fede. "Per questo crediamo che sei venuto da Dio". Con garbata ironia Gesù commenta questa loro espressione di fede, ponendola in dubbio. "Adesso credete?". Quando la nostra fede è più umanamente baldanzosa e non è sufficientemente basata su Dio, è più vicina a venir meno, come nel caso dei discepoli. La vicinanza di un uomo straordinario, che sa tutto e che ci sa rispondere su tutto, non è fede, ma illusione. La fede, invece, non è questa: si dovrebbe sapere che, finché siamo pellegrini su questa terra, si vive nell'oscurità. Si crede anche senza sicurezza di vedere qualcosa di certo. "Ecco, viene l'ora, ed è giunta, in cui vi disperderete, ciascuno alle proprie case, e mi lascerete solo". Gli apos...

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[Lun 25] Commento: Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo.

[Dom 24] Vangelo: At 1, 1-11; Sal 46; Ef 1, 17-23; Mt 28, 16-20.

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

40 s3 d ago
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[Dom 24] Commento: L'umanità innalzata al cielo...

«Esulti di santa gioia, la tua Chiesa, o Padre per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo figlio asceso al cielo, la nostra umanità è innalzata accanto a te». Così ci fa pregare le liturgia in questo giorno solenne. Siamo sollecitati alla gioia, a dare lode a Dio perché Cristo ascende vittorioso e perché anche la nostra umanità è innalzata nella gloria. Il cielo che si riapre per accogliere il Figlio di Dio, si riapre anche per tutti noi. Il primo dei martiri, Santo Stefano, ci conferma in questa visione e in questa nuova speranza: «Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio». Gli apostoli sono testimoni oculari dell'ascensione del Signore. Era stato fissato loro un appuntamento in Galilea, dopo che ripetutamente, lo stesso Signore li aveva preventivamente avvertiti della sua prossima dipartita. Il loro cuore aveva sperimentato angoscia e timore a quell'annuncio. Gesù li aveva rassicurati fino a dire lor...

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