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ARTICOLI di Tommaso Scandroglio

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Il professore Tommaso Scandroglio, autore di diversi libri sulla legge naturale, sulla morale e sulla bioetica, sviluppa riflessioni interessanti sui temi più caldi del dibattito contemporaneo

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La lobby gay vuole modificare il linguaggio per modificare la (percezione della) realtà

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6256LA LOBBY GAY VUOLE MODIFICARE IL LINGUAGGIO... PER MODIFICARE LA (PERCEZIONE DELLA) REALTA'Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): Netflix e la serie TV con un bimbo trans, la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale promuove l'omosessualità, Lobby gay vs TFPdi Tommaso Scandroglio"Mio figlio in rosa" è un blog di una madre che sta crescendo il suo secondogenito maschio come una femmina. GenderLens è invece un sito che vuole aiutare i bambini a vivere «la propria identità di genere», qualsiasi essa sia.Queste due piattaforme hanno lanciato l'iniziativa #ScriviBene affinché - tale è l'intento ricercato dagli ideatori della iniziativa - tutti noi possiamo rivolgerci alle persone transessuali con la terminologia corretta ed usando frasi che siano rispettose della sensibilità di queste persone. Alcuni suggerimenti: se un uomo è "diventato" donna, non si deve scrivere «Anna è nata uomo», bensì «Anna è stata assegnata maschio alla nascita» - un vero pugno in un occhio (anzi, in un orecchio) in quanto a concordanza con i generi grammaticali - ciò a motivo del fatto che «la biologia di una persona non "vince" la sua identità di genere». [...]Tra realtà e linguaggio c'è un legame profondo: il linguaggio ha la funzione di esprimere e comunicare il mondo, quindi di rivelarlo. Da qui il dovere di chiamare le cose con il loro nome. Tratto comune di tutte le ideologie, compresa la Gender Theory, è creare una realtà inesistente. Ad esempio, una pretesa tipicamente ideologica è volere che un maschio sia femmina. Per creare una nuova realtà occorre: demolire la vecchia realtà e quindi i termini che la indicavano per impedire altre forme di pensiero. Costruire un nuovo mondo anche con l'ausilio di nuovi termini, un nuovo vocabolario che indichi realtà prima inesistenti. Ecco quindi la produzione di un'antilingua (neologismo inventato da Italo Calvino) o di una neolingua (cfr. George Orwell, 1984).In merito alla prima fase, la fase destruens, sono differenti le soluzioni proposte. Vediamone qualcuna. Cancellare alcuni termini senza sostituirli con nuovi: ad esempio i lemmi "maschio" e "femmina" è bene che, prima o poi, vengano eliminati nell'uso parlato. Cancellare alcuni termini sostituendoli con nuovi: "sesso" con "genere", "padre/madre" con "genitore 1 e 2". Il caso più paradigmatico di tutti è il seguente: l'uomo che si percepisce come donna deve essere indicato come donna. La parola "maschio" quindi sarà sostituita dalla parola "femmina". A questo proposito c'è da sottolineare il fatto che il mutamento di termini provoca contemporaneamente il mutamento del giudizio morale, perché cambiando le parole che descrivono la realtà, cambia non tanto la realtà - perché quella non può cambiare - bensì la percezione della realtà. Se continuiamo a riferirci ad un uomo che appare nelle fattezze come donna usando articoli, sostantivi, aggettivi e pronomi femminili, alla lunga la massa si convincerà che realmente quell'uomo è una donna.Ulteriore strategia per cancellare una realtà che non piace: costringere l'avversario a trovare specificazioni fino a poco tempo prima inutili. Il termine "famiglia" ora necessita dell'aggettivo "naturale" per distinguerla dalla "famiglia arcobaleno"; "donna" ora abbisogna della qualificazione "biologica" per distinguerla dalla donna "transessuale". Infine un'ultima tattica linguistica: il depotenziamento di alcuni termini. Ad esempio nelle discussioni sull'omosessualità il termine "natura" ha perso la sua connotazione di impronta metafisica ed è riferito solo a ciò che accade nel regno animale.Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.NETFLIX E LA SERIE TV CON UN BIMBO TRANSNuova serie di Netflix «The Baby-Sitters Club», rivolta ai bambini, in...

11 minAUG 26
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La lobby gay vuole modificare il linguaggio per modificare la (percezione della) realtà

Le effusioni Gay sulla spiaggia di Fregene dimostrano il trionfo dell'ideologia gay

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6247LE EFFUSIONI GAY SULLA SPIAGGIA DI FREGENE DIMOSTRANO IL TRIONFO DELL'IDEOLOGIA GAY di Tommaso ScandroglioSicuramente conoscete la storia della Piuma della gallina Pina. La gallina Pina perde una piuma, la notizia fa il giro del pollaio e alla fine la storia, passando di becco in becco, è così stravolta che racconta di ben cinque galline morte. A Fregene è accaduto come alla gallina Pina, ma solo al contrario: si narra di una piuma persa, invece c'è di mezzo una gallina morta.Partiamo dal racconto quando ormai ha concluso il giro del pollaio mediatico: due ragazzi omosessuali stavano prendendo il sole presso lo stabilimento balneare della Marina Militare di Fregene. Si scambiano un bacio e immediatamente un vicino di ombrellone li intima di smettere altrimenti avrebbe chiamato il «maresciallo dirigente per farli cacciare». Fabrizio Marrazzo, responsabile del Gay Center, che va a nozze (anzi, ad unioni civili) ogni volta che fiuta aria di omofobia, così ha commentato il fatto: «Quanto accaduto è molto grave perché ancora oggi una coppia Lgbt non è libera di passare qualche ora di svago in serenità, senza sentirsi offesa o minacciata. Pertanto chiediamo ai gestori dello stabilimento di prendere le distanze dai fatti e di proporre ai bagnanti di farsi dei selfie dove si baciano in segno di solidarietà alla giovane coppia».I FATTI VERIOra riportiamo i fatti per come sono realmente accaduti, ossia il fatto prima che fosse edulcorato dagli abitanti del pollaio. Citiamo le parole, così come riportate da Fregene on line, di un responsabile dello stabilimento il quale ha raccolto la testimonianza del vicino di ombrellone che ha protestato:«Ho assistito a quanto segue: due ragazzi di giovane età, poco distanti da noi, provvedevano a spalmarsi la crema protettiva reciprocamente in modo ambiguo e fuori luogo, con massaggi ben visibili che arrivavano anche alle parti intime, con lo stupore dei bambini che assistevano a quanto stava accadendo.Dopodiché si sono stesi sul lettino e uno dei due, allungando in maniera ripetuta il piede lateralmente, andava a toccare le parti intime dell'altro con insistenza e con l'intento di stimolarlo. Noncuranti della presenza dei bambini, i due giovani hanno iniziato a scambiarsi effusioni amorose in maniera sempre più spinta, toccandosi le parti intime di fronte a tutti i bagnanti.Valutato quanto detto, nel rispetto del buon costume, della serietà istituzionale dello stabilimento e nella tutela dei minori, ho sollecitato educatamente i due ragazzi a mantenere un atteggiamento consono all'ambiente, nel rispetto del decoro e indiscriminatamente in relazione al loro orientamento sessuale, smentendo dunque l'accusa rivolta al sottoscritto di aggressione omofoba.Nel ribadire quanto affermato, preciso che, nell'eventuale insistenza del comportamento suddetto, avrei provveduto a chiamare chi di dovere per farlo intervenire. Dichiaro quindi quanto detto e prendo le distanze dal racconto distorto e menzognero esposto dai due ragazzi o chi per loro, avente scopo di strumentalizzazione e scalpore mediatico».QUALCHE RIFLESSIONE A MARGINE DI QUANTO ACCADUTOLo spirito di delazione che innerva il Ddl Zan è già ben presente non solo nella comunità LGBT, ma anche nei media. In buona sostanza già da tempo tira un brutto vento che sibila così: dagli all'omofobo. Se una coppia etero amoreggia in modo sconcio forse emetteremo qualche colpetto di tosse per ammonirli. Se è una coppia gay a farlo e abbiamo la raucedine faremo di tutto per non tossire.Viviamo in un clima di intimidazione dove chi dimora nell'aurea sigla LGBT può sentirsi un privilegiato e chi ne è fuori è un perenne candidato alla persecuzione. E infatti avrete notato che quando qualcuno vuole accennare una critica...

8 minAUG 19
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Le effusioni Gay sulla spiaggia di Fregene dimostrano il trionfo dell'ideologia gay

Ennio Morricone muore a 91 anni... Quando la fede si fa musica

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6209ENNIO MORRICONE MUORE A 91 ANNI... QUANDO LA FEDE SI FA MUSICA di Tommaso ScandroglioIn una nota della famiglia si legge che Ennio Morricone è morto «all'alba del 6 luglio in Roma con il conforto della fede». Questa è forse la notizia più rilevante dentro la notizia della scomparsa del compositore romano: Morricone ha lasciato questa terra con il conforto della fede, espressione che, così vogliamo sperare, voglia dire «con il conforto dei sacramenti».E per parlare dell'autore delle musiche di Per un pugno di dollari e di C'era una volta in America iniziamo dal suo rapporto con Dio, perché tutto il resto è secondario, anche per gli uomini di grande talento come lui. In una intervista rilasciata nel 2015 a Famiglia Cristiana così Morricone parlava della educazione cattolica che aveva ricevuto: «Provengo da una famiglia cristiana. La mia fede è nata in famiglia. I miei nonni erano molto religiosi. Con mia madre e le mie sorelle abbiamo sempre pregato prima di andare a letto. Ricordo il periodo della guerra. Durante quei terribili anni pregavamo il rosario. Eravamo tutti molto impressionati. Mi rivedo assonnato che rispondo alle Ave Maria di mia madre. Siamo sempre stati religiosi. La Domenica andavamo a Messa e ci accostavamo al sacramento della Comunione». Una fede che, seppur con qualche riflesso di cristianesimo sociale, era viva anche in età matura: «Io prego un'ora al giorno, ma anche di più. È la prima cosa che faccio. Anche durante la giornata, per caso. La mattina mi fermo davanti a quel Cristo [ed indica un'immagine di Gesù presente nel soggiorno]. E anche la sera. Spero che le mie preghiere vegano ascoltate».LA MUSICA AVVICINA A DIOPoi una domanda sul rapporto tra musica e Dio: «La musica è sicuramente vicina a Dio - risponde il maestro - La musica è l'unica vera arte che ci avvicina veramente al Padre eterno e all'eternità». Se gli occhi sono specchio dell'anima, per Morricone anche la sua musica lo era e rivelava molto di lui: «Luciano Salce, regista di cui ho musicato diversi film, un giorno mi chiamò e mi disse: "Devo lasciarti". "Perché?". Eravamo amici e rimanemmo amici fino alla sua morte. "Perché io faccio film comici e tu fai una musica spirituale, sacrale. Devo lasciarti per forza". Questo episodio mi ha segnato molto. Grazie a lui ho cominciato a ragionarci su. Probabilmente a volte esprimo sacralità anche quando non la cerco o non ci penso». Se da una parte alcune sue musiche esprimono implicitamente una tensione verso il trascendente, altre sue composizioni si inseriscono volutamente nel repertorio sacro. Pensiamo ad esempio Amen, Missa Papae Francisci, Una Via crucis.Se dici Morricone dici "colonne sonore per film", ma in realtà il compositore romano ha spaziato in moltissimi generi ed è stato arrangiatore di canzoni celeberrime come, tra le molte, Sapore di sale, Il mondo, Se telefonando. Tra questi generi quello che coltivava con più passione era la musica contemporanea, che lui chiamava "musica assoluta", forse perché, nelle sue intenzioni, aveva valore di per sé, senza bisogno di un film perché fosse ascoltata. Se per il due volte Premio Oscar la musica contemporanea che scriveva era il suo gioiello più prezioso, questa era sostanzialmente snobbata sia dalla critica, sia dai suoi colleghi compositori contemporanei sia dal pubblico. Quest'ultimo entra comprensibilmente in visibilio per Gabriel's oboe, pezzo celeberrimo che ritorna più volte nel film Mission e la cui melodia dà prova, insieme a moltissime altre colonne sonore, di come Morricone fosse uno degli eredi più degni di oggi del bel canto all'italiana. Di certo il grande pubblico non si avventura nell'ascoltare i suoi concerti per strumenti solisti e orchestra o pezzi come Frammenti di Erossu o le musiche per i balletti Requiem per un destino,...

7 minJUL 8
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Ennio Morricone muore a 91 anni... Quando la fede si fa musica

Legge sull'omofobia: il comunicato della CEI è buono... ma non colpisce nel segno

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6175LEGGE SULL'OMOFOBIA: IL COMUNICATO DELLA CEI E' BUONO... MA NON COLPISCE NEL SEGNO di Tommaso ScandroglioUn raggio di sole dalla Cei. Un comunicato dei vescovi italiani sulla proposta di legge Zan sulla cosiddetta omofobia che è adamantino sin dal titolo: «Omofobia, non serve una nuova legge». Peccato solo per aver accettato di usare il termine "omofobia" che ha una accezione fortemente ideologica. Ma passiamo oltre e andiamo a leggere il contenuto di questo comunicato.Dopo aver condannato giustamente ogni forma di ingiusta discriminazione verso le persone omosessuali, la Conferenza episcopale sottolinea il fatto che «un esame obiettivo delle disposizioni a tutela della persona, contenute nell'ordinamento giuridico del nostro Paese, fa concludere che esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio». E aggiunge che in merito ai nuovi reati che si vogliono introdurre «non solo non si riscontra alcun vuoto normativo, ma nemmeno lacune che giustifichino l'urgenza di nuove disposizioni».LA LIBERTÀ DI PAROLA E DI OPINIONEIl comunicato della Cei addirittura rilancia e lo fa sul tavolo della liberta di parola e di opinione: «Anzi, un'eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui - più che sanzionare la discriminazione - si finirebbe col colpire l'espressione di una legittima opinione, come insegna l'esperienza degli ordinamenti di altre Nazioni al cui interno norme simili sono già state introdotte». I vescovi italiani poi ricorrono ad un esempio paradigmatico e assolutamente azzeccato: «Per esempio, sottoporre a procedimento penale chi ritiene che la famiglia esiga per essere tale un papà e una mamma - e non la duplicazione della stessa figura - significherebbe introdurre un reato di opinione. Ciò limita di fatto la libertà personale, le scelte educative, il modo di pensare e di essere, l'esercizio di critica e di dissenso». In chiusura la Cei suggerisce di puntare non tanto sulla repressione penale, bensì sulla educazione delle coscienze.Il raggio di sole di cui sopra però fa fatica a fendere alcune spesse nubi. Ci spieghiamo meglio. Bene sottolineare il fatto che la persona omosessuale è già tutelata in quanto persona dal nostro ordinamento giuridico. Bene rimarcare il fatto che il Ddl Zan si presta a probabili derive liberticide. Ma quello che fa problema di questa proposta di legge non sono tanto questi due aspetti, o altri aspetti giuridici, bensì che il Ddl Zan volendo tappare la bocca a chi critica l'omosessualità e le condotte omosessuali presuppone che l'omosessualità sia una bene giuridico, che sia una condizione tutelata dallo Stato e che le condotte omosessuali siano diritti legittimi, tutte realtà giuridiche che in effetti sono state già introdotte nel nostro ordinamento dalla legge Cirinnà sulle Unioni civili. In breve il Ddl presuppone il fatto che l'omosessualità sia una variabile dell'orientamento sessuale moralmente accettabile.L'OMOSESSUALITÀ NON FA IL BENE DELLA PERSONADunque il comunicato Cei, pur essendo lodevole, non va alla radice del problema: si deve dire No al Ddl Zan non tanto perché non ci sono lacune normative sulla materia o perché sarebbe un attentato alla nostra libertà di parola, bensì perché l'omosessualità non fa il bene della persona e quindi contraddice il bene comune. Il giudizio morale in questo caso si riflette anche in ambito giuridico-politico. In effetti questa critica di fondo difficilmente sarebbe potuta venire dalla Cei perché la stessa più volte è rimasta inerte di fronte alle veglie arcobaleno tenute in molte chiese di Italia, ai corsi parrocchiali che da inclusivi delle persone omosessuali si trasformavano di fatto in inclusivi dell'omosessualità, alla...

7 minJUN 17
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Legge sull'omofobia: il comunicato della CEI è buono... ma non colpisce nel segno

Morto Carlo Casini, figura controversa del movimento per la vita

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6067MORTO CARLO CASINI, FIGURA CONTROVERSA DEL MOVIMENTO PER LA VITA di TOMMASO SCANDROGLIOMORTO CARLO CASINI, FIGURA CONTROVERSA DEL MOVIMENTO PER LA VITAPresidente del Movimento per la Vita e parlamentare con la DC e l'UDC, è stato protagonista nei suoi 85 anni di molte battaglie, ma ha anche causato dolorose divisioni nel mondo pro life italianodi Tommaso ScandroglioSi è spento ieri all'età di 85 e dopo lunga malattia Carlo Casini, per moltissimi anni presidente del Movimento per la Vita (che fu fondato da Francesco Migliori nel 1980). Magistrato della Corte di Cassazione, docente universitario, membro della Pontificia Accademia per la Vita, giornalista pubblicista, saggista dagli interessi plurimi, la sua esperienza come politico inizia tra le fila della Democrazia cristiana. Siede alla Camera dal 1979 al 1992, poi ricopre il ruolo di europarlamentare nell'84, '89, '94, 2006 e 2009.Anche i suoi detrattori più critici all'interno del mondo pro-life non possono non riconoscere che Casini per decenni è stato una figura centrale - con tutta l'ambiguità dell'accezione che questo aggettivo comporta - nel panorama bioetico nazionale e, con accenti diversi, internazionale.LE BATTAGLIE (PERSE) DEL MOVIMENTO PER LA VITAI suoi sostenitori in queste ore lo ricordano come colui che portò avanti una lotta serrata a favore della vita nascente e morente e a favore della famiglia, durante tutta una lunga parabola temporale entro cui si accesero in Italia battaglie pro e contro il divorzio, l'aborto, la fecondazione artificiale e le unioni omosessuali civilmente riconosciute. Gli amici e collaboratori di una vita piangono la scomparsa di un leader lucido che seppe tenere testa al fronte laicista spostando la battaglia sui temi sensibili dal piano esclusivamente confessionale ad uno più laico, ossia mostrando le ragioni della difesa della vita, sia sotto il profilo morale che giuridico.Amici e collaboratori lo ricordano come il fondatore di un movimento, ben radicato sul territorio, che è stato per lungo tempo il paradigma di riferimento, quasi esclusivo, del mondo pro-life, come un uomo capace di far germinare progetti rilevanti quali i Centri Aiuto alla Vita, il Progetto Gemma, le case di accoglienza per le mamme, la campagna di respiro europeo Uno di Noi e di farsi promotore del referendum abrogativo della legge 194, nonché propugnatore del varo della legge 40 del 2004 sulla fecondazione extracorporea, legge che avrebbe messo fine - così sostengono - al far west procreativo fino ad allora dilagante e che avrebbe impedito al fronte pro choice di varare una norma ben peggiore.Volendo meramente fotografare un dato di fatto e omaggiando la sua memoria di uomo schietto e franco con il ricordo anche di alcuni profondi dissapori che le sue scelte provocarono all'interno del mondo prolife, la figura di Casini è stata indubbiamente anche divisiva. I suoi oppositori più fieri, presenti più tra le fila amiche che nemiche, negli anni gli hanno contestato un eccessivo personalismo nella direzione del Movimento, una scomoda sovrapposizione tra la figura di presidente e il ruolo politico che avrebbe rischiato di far scomparire la buona causa dell'impegno per la vita e la famiglia tra le rapide dei giochi di palazzo.ATTEGGIAMENTO COMPROMISSORIOAltra censura che spesso si è levata nel micro o macrocosmo prolife è stata quella di un atteggiamento compromissorio, quasi con accenti utilitaristi, sul fronte legislativo, promuovendo, oltre al referendum massimalista sulla legge 194, anche uno minimalista e poi appoggiando ad esempio una legge, la 40, che legittima un male morale: presidiare normativamente la fecondazione artificiale al fine di evitare derive ulteriori che poi, puntualmente, si sono verificate. Altresì si...

6 minMAR 25
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Morto Carlo Casini, figura controversa del movimento per la vita

A Sanremo Fiorello prende in giro la Chiesa, i sacerdoti, la fede

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6010A SANREMO FIORELLO PRENDE IN GIRO LA CHIESA, I SACERDOTI, LA FEDE di Tommaso ScandroglioEntra dalla platea ed entra in talare. È Fiorello che apre così il Festival di Sanremo. Con la sua usuale verve affascina il pubblico osannante: «Buonasera fratelli e buonasera sorelle! In questo mondo c'è bisogno di pace! Scambiatevi il segno di pace. Datevi la mano un con l'altro. Fatelo sul serio». Poi spiega il motivo del suo abbigliamento: «Questo è il festival delle polemiche e bisogna iniziare con qualcosa di veramente forte. Questo non è un abito blasfemo, ma un abito di scena. Dovevamo iniziare con qualcosa di potente. Questo è l'abito originale di Don Matteo». Lo sketch si conclude con Fiorello e tutto il pubblico che cantano "Amadeus" sulle note dell'alleluia.CATTOLICI RIDOTTI A MACCHIETTAFiorello, pleonastico a dirsi, è un genio dello spettacolo. Ma ai geni si deve perdonare di meno che alla very normal people proprio a motivo del loro genio. Il primo commento, quello più epidermico e dettato dalle viscere, è intuitivo per i lettori della Bussola: Fiorello ha preso in giro la Chiesa, i sacerdoti, la fede. "Lo facesse con l'islam con tanto di Kufi in testa o scimmiottasse il cohen ebraico!", a qualcuno scapperebbe da dire. Il Rosario Tindaro nazionale lo sa ed è per questo che ha tirato fuori la foglia di fico dell'abito di scena per coprire alcune pudenda che in realtà hanno visto milioni di spettatori.Però se facciamo tacitare per un attimo le nostre viscere, ci accorgiamo di un fatto quasi banale. Fiorello inconsapevolmente ci ha confermato in una verità tanto lapalissiana che non riusciamo nemmeno più a vederla: la Chiesa, la fede, i sentimenti religiosi, etc. vanno bene ormai solo per far ridere. I cattolici sono ridotti a macchiette. La religione cattolica sopravvive nella mente dei più come una tenue eco di qualcosa di assolutamente alieno con la vita di ogni giorno, buona solo per strappare sbadigli, sdegnose riprovazioni (sagrestia per molti fa rima solo con pedofilia) o risate se ci mette del suo un comico.SOLO CANZONETTE?Già il fatto che Fiorello si presenti in talare la dice lunga. Quanti sono i sacerdoti in talare? Lo zero virgola. Però nell'immaginario collettivo il sacerdote è in talare. Fiorello stimola l'immaginario collettivo e dunque la talare ha una sua ragion d'essere. Però - e qui sta il punto - si tratta ormai solo di un simbolo, di una icona, di una suggestione visiva senza più nessun aggancio con il reale. Siamo perciò oltre alla satira del sacro. Il sacro è ridotto né più né meno ad un espediente di scena, ad un canovaccio teatrale, ad un topos comico, ad una maschera, così come in Shakespeare c'è il buffone e la prostituta. Perciò non prendetevela cari cattolici, nulla di personale. La talare è solo un pretesto, appunto «un abito di scena», come ha ricordato il Nostro.E dunque Fiore ci può prendere in giro perché i cattolici che vivono la loro fede in talare - ossia seriamente - sono pressoché estinti. Quindi numericamente innocui e di certo quei pochi esistenti non siedono nella stanza dei bottoni. Gli altri, i cattolici con il maglioncino grigio topo, plaudono festanti al dileggio festivaliero cantando "Amadeus" sulla melodia dell'alleluia parrocchiale. Tanto sono solo canzonette, si dirà.

4 minFEB 6
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A Sanremo Fiorello prende in giro la Chiesa, i sacerdoti, la fede

Se ti adegui ai compromessi stai rinunciando alla realtà (e alla tua identità)

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5968SE TI ADEGUI AI COMPROMESSI STAI RINUNCIANDO ALLA REALTA' (E ALLA TUA IDENTITA') di Tommaso ScandroglioIn giro c'è aria di rinuncia. Il maschio da tempo ha dismesso la sua armatura e s'imbelletta nelle beauty farm, abdica al ruolo di padre preferendo quello più comodo di amico dei propri figli. La donna abbandona il focolare domestico e salta sul rapido 901 che si chiama divorzio express, destinazione successo personale oppure s'imbarca sul transatlantico della carriera emancipatrice. La politica desiste dagli ideali alti, più attratta, sotto ricatto elettorale del popolino cresciuto sull'Isola del Famosi, dal cabotaggio tra i litorali dei desideri dei cittadini che si fanno diritti in Parlamento.La Chiesa rinuncia alla trascendenza nelle fede e alla metafisica in morale e si scolora in un'organizzazione non governativa che, sempre a rimorchio, dà una mano ai governi in tema di povertà e immigrazione, temi alla fine confortevoli. La scuola si è ridotta a un'erogatrice di servizi insipidi e incolori perché l'inclusività e il pluralismo non hanno mai incendiato i cuori dei ragazzi, ma solo strappato a loro ampi sbadigli. I media, con lodevoli eccezioni, cucinano con ossessiva ripetitività lo stesso menù fatto di stereotipi di plastica e di giudizi copia-incolla.LA RINUNCIA ALLA PROPRIA IDENTITÀIn breve pare che ognuno abbia rinunciato ai propri ruoli naturali, alla sua vocazione, ossia alla sua identità. Il filosofo francese Vladimir Jankélévitch ebbe a scrivere in merito all'identità: «io sono il solo ad essere me stesso» (La cattiva coscienza, Dedalo, Bari, 2000, p. 130). Ecco, pare che si faccia a gara per imitare chi non dobbiamo essere: il maschio imita la donna, la donna il maschio, la Chiesa lo Stato, lo Stato la Chiesa perché si dogmatizza (es. la Costituzione è sacra, l'Europa non si tocca), etc.Il risultato è il seguente: se ciascuno di noi insieme allo Stato, alla Chiesa, alle varie agenzie educative e realtà sociali, preferisce giocare a ribasso, il mondo si svuota di identità e il «diventa ciò che sei» di Pindaro (Pitiche, II, 72) svapora di significato. L'identità è quel tratto di bisturi inciso dalla natura nella carne viva dell'uomo che la storia e la volontà di molti agguerriti ominidi tentano da sempre di cancellare. In tal modo la fisionomia dell'uomo, della donna, degli ordinamenti giuridici, della scuola si deforma, anzi diventa amorfa, liquida. Senza più confini l'uomo non diventa libero, ma si perde perché cammina nel deserto. «Sono libero, ma tra i morti» ricorda il Salmo 87.LA GUERRA CONTRO LA REALTÀOra tratto comune di tutte le ideologie è la guerra contro la realtà, contro ciò che è così come è, ossia contro l'identità. Questo per tentare, con sforzo da Sisifo, di sostituire al reale un ideale.Aleksandr Solženicyn racconta nel suo Arcipelago Gulag che l'intellighenzia staliniana un giorno chiese al fior fiore degli ingegneri esperti in mobilità quanti passeggeri ci potessero stare in un vagone ferroviario. Gli ingegneri fecero i conti e li presentarono ai politici. Questi ne furono scandalizzati. Ma come?! Così pochi?! I vagoni dei treni della Grande Madre Russia sono i migliori al mondo e quindi di certo possono contenere un numero di passeggeri enorme. Risultato: gli ingegneri finirono nei gulag con buona pace dei loro calcoli. Se la realtà non ti piace, fai guerra alla realtà.E così se io sono maschio, ma mi sento donna, magicamente divento ciò che la realtà mai potrà concedermi. Se la donna pensa che la sua felicità sia involarsi lontano dalla famiglia e dai figli, ecco l'emancipazione femminile che sbeffeggia la maternità come costrutto sociale, non riconoscendola come realtà naturale. Se la Chiesa pensa che lo srotolarsi dell'esistenza umana scorra unicamente sul piano...

6 minJAN 15
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Se ti adegui ai compromessi stai rinunciando alla realtà (e alla tua identità)

Per la Pontifica Accademia Biblica i sodomiti non praticavano l'omosessualità, ma erano poco accoglienti (un' po' come Salvini)

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5940PER LA PONTIFICA ACCADEMIA BIBLICA I SODOMITI NON PRATICAVANO L'OMOSESSUALITA', MA ERANO POCO ACCOGLIENTI (UN' PO' COME SALVINI)L'omosessualità, che per la Chiesa è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio, oggi è riabilitata dai biblisti (che si sono dimenticati la dottrina della Chiesa)di Tommaso ScandroglioUna corposa e sistematica revisione della dottrina cattolica sull'omosessualità partendo da una lettura per lo meno parziale della Scrittura. E' quanto emerge dalla sezione dedicata ai rapporti tra persone dello stesso sesso contenuta nel libro Che cosa è l'uomo? redatto dalla Pontificia Accademia Biblica (PAB). Come già scritto il testo viene presentato come una «lettura antropologica sistematica della Bibbia», commissionata «dal Papa in persona».Indagheremo qui la sezione dedicata all'omosessualità che occupa circa lo spazio di dieci pagine.Evidenziamo innanzitutto il seguente passaggio: ...

13 min2019 DEC 24
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Per la Pontifica Accademia Biblica i sodomiti non praticavano l'omosessualità, ma erano poco accoglienti (un' po' come Salvini)

Intervista semiseria al signor ''politicamente corretto''

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5798INTERVISTA SEMISERIA AL SIGNOR ''POLITICAMENTE CORRETTO'' di Tommaso ScandroglioIncontriamo il signor Politicamente Corretto a casa sua, che in realtà è una lussuosa villa con piscina olimpionica, posta sulla sommità di un colle con una vista a 360° sulla valle dove abitiamo noi comuni mortali. La villa ha pianta circolare e un'infinità di porte d'accesso. All'interno, le innumerevoli stanze hanno la caratteristica di essere dipinte ciascuna con un proprio colore. In tal modo nessuna tinta è assente in questa spettacolare dimora. Altra peculiarità, non ci sono spigoli all'interno. Ne sono sprovvisti sia i muri che i mobili. Politicamente Corretto, prima dell'intervista, ci ha rivelato che così nessuno si ferisce.Il padrone di casa ci accoglie in un'ampia vestaglia con una stampa fantasia, dove il simbolo della pace, rigorosamente color arcobaleno, pare avvolgere il nostro interlocutore in un vaporoso abbr...

17 min2019 SEP 4
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Intervista semiseria al signor ''politicamente corretto''

Tutte le menzogne di giornali e televisioni su Vincent Lambert

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5661TUTTE LE MENZOGNE DI GIORNALI E TELEVISIONI SU VINCENT LAMBERT di Tommaso ScandroglioUn proverbio recita: "Al buio tutti i gatti sono grigi". Ciò a dire che occorre mettere il gatto alla luce per capire qual è il suo colore. Questo vale per tutti i fatti della vita: solo se si descrivono gli accadimenti per quelli che sono realmente, si potranno formulare giudizi corretti. Dunque, imprescindibile per ben giudicare è accendere la luce della verità.Nel caso Lambert, i media da una parte non hanno descritto come sono andate e come stanno realmente le cose e su altro fronte hanno strumentalizzato alcuni particolari veri della vicenda per benedire l'eutanasia. Il risultato è una distorsione del dato reale per fini eugenetici inoculando nella coscienza collettiva giudizi morali non fondati sull'autentico bene dell'uomo. E, come sempre è avvenuto, quello che rimarrà del caso Lambert non sarà la verità, bensì l...

21 min2019 JUN 14
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Tutte le menzogne di giornali e televisioni su Vincent Lambert

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La lobby gay vuole modificare il linguaggio per modificare la (percezione della) realtà

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6256LA LOBBY GAY VUOLE MODIFICARE IL LINGUAGGIO... PER MODIFICARE LA (PERCEZIONE DELLA) REALTA'Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): Netflix e la serie TV con un bimbo trans, la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale promuove l'omosessualità, Lobby gay vs TFPdi Tommaso Scandroglio"Mio figlio in rosa" è un blog di una madre che sta crescendo il suo secondogenito maschio come una femmina. GenderLens è invece un sito che vuole aiutare i bambini a vivere «la propria identità di genere», qualsiasi essa sia.Queste due piattaforme hanno lanciato l'iniziativa #ScriviBene affinché - tale è l'intento ricercato dagli ideatori della iniziativa - tutti noi possiamo rivolgerci alle persone transessuali con la terminologia corretta ed usando frasi che siano rispettose della sensibilità di queste persone. Alcuni suggerimenti: se un uomo è "diventato" donna, non si deve scrivere «Anna è nata uomo», bensì «Anna è stata assegnata maschio alla nascita» - un vero pugno in un occhio (anzi, in un orecchio) in quanto a concordanza con i generi grammaticali - ciò a motivo del fatto che «la biologia di una persona non "vince" la sua identità di genere». [...]Tra realtà e linguaggio c'è un legame profondo: il linguaggio ha la funzione di esprimere e comunicare il mondo, quindi di rivelarlo. Da qui il dovere di chiamare le cose con il loro nome. Tratto comune di tutte le ideologie, compresa la Gender Theory, è creare una realtà inesistente. Ad esempio, una pretesa tipicamente ideologica è volere che un maschio sia femmina. Per creare una nuova realtà occorre: demolire la vecchia realtà e quindi i termini che la indicavano per impedire altre forme di pensiero. Costruire un nuovo mondo anche con l'ausilio di nuovi termini, un nuovo vocabolario che indichi realtà prima inesistenti. Ecco quindi la produzione di un'antilingua (neologismo inventato da Italo Calvino) o di una neolingua (cfr. George Orwell, 1984).In merito alla prima fase, la fase destruens, sono differenti le soluzioni proposte. Vediamone qualcuna. Cancellare alcuni termini senza sostituirli con nuovi: ad esempio i lemmi "maschio" e "femmina" è bene che, prima o poi, vengano eliminati nell'uso parlato. Cancellare alcuni termini sostituendoli con nuovi: "sesso" con "genere", "padre/madre" con "genitore 1 e 2". Il caso più paradigmatico di tutti è il seguente: l'uomo che si percepisce come donna deve essere indicato come donna. La parola "maschio" quindi sarà sostituita dalla parola "femmina". A questo proposito c'è da sottolineare il fatto che il mutamento di termini provoca contemporaneamente il mutamento del giudizio morale, perché cambiando le parole che descrivono la realtà, cambia non tanto la realtà - perché quella non può cambiare - bensì la percezione della realtà. Se continuiamo a riferirci ad un uomo che appare nelle fattezze come donna usando articoli, sostantivi, aggettivi e pronomi femminili, alla lunga la massa si convincerà che realmente quell'uomo è una donna.Ulteriore strategia per cancellare una realtà che non piace: costringere l'avversario a trovare specificazioni fino a poco tempo prima inutili. Il termine "famiglia" ora necessita dell'aggettivo "naturale" per distinguerla dalla "famiglia arcobaleno"; "donna" ora abbisogna della qualificazione "biologica" per distinguerla dalla donna "transessuale". Infine un'ultima tattica linguistica: il depotenziamento di alcuni termini. Ad esempio nelle discussioni sull'omosessualità il termine "natura" ha perso la sua connotazione di impronta metafisica ed è riferito solo a ciò che accade nel regno animale.Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.NETFLIX E LA SERIE TV CON UN BIMBO TRANSNuova serie di Netflix «The Baby-Sitters Club», rivolta ai bambini, in...

11 minAUG 26
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La lobby gay vuole modificare il linguaggio per modificare la (percezione della) realtà

Le effusioni Gay sulla spiaggia di Fregene dimostrano il trionfo dell'ideologia gay

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6247LE EFFUSIONI GAY SULLA SPIAGGIA DI FREGENE DIMOSTRANO IL TRIONFO DELL'IDEOLOGIA GAY di Tommaso ScandroglioSicuramente conoscete la storia della Piuma della gallina Pina. La gallina Pina perde una piuma, la notizia fa il giro del pollaio e alla fine la storia, passando di becco in becco, è così stravolta che racconta di ben cinque galline morte. A Fregene è accaduto come alla gallina Pina, ma solo al contrario: si narra di una piuma persa, invece c'è di mezzo una gallina morta.Partiamo dal racconto quando ormai ha concluso il giro del pollaio mediatico: due ragazzi omosessuali stavano prendendo il sole presso lo stabilimento balneare della Marina Militare di Fregene. Si scambiano un bacio e immediatamente un vicino di ombrellone li intima di smettere altrimenti avrebbe chiamato il «maresciallo dirigente per farli cacciare». Fabrizio Marrazzo, responsabile del Gay Center, che va a nozze (anzi, ad unioni civili) ogni volta che fiuta aria di omofobia, così ha commentato il fatto: «Quanto accaduto è molto grave perché ancora oggi una coppia Lgbt non è libera di passare qualche ora di svago in serenità, senza sentirsi offesa o minacciata. Pertanto chiediamo ai gestori dello stabilimento di prendere le distanze dai fatti e di proporre ai bagnanti di farsi dei selfie dove si baciano in segno di solidarietà alla giovane coppia».I FATTI VERIOra riportiamo i fatti per come sono realmente accaduti, ossia il fatto prima che fosse edulcorato dagli abitanti del pollaio. Citiamo le parole, così come riportate da Fregene on line, di un responsabile dello stabilimento il quale ha raccolto la testimonianza del vicino di ombrellone che ha protestato:«Ho assistito a quanto segue: due ragazzi di giovane età, poco distanti da noi, provvedevano a spalmarsi la crema protettiva reciprocamente in modo ambiguo e fuori luogo, con massaggi ben visibili che arrivavano anche alle parti intime, con lo stupore dei bambini che assistevano a quanto stava accadendo.Dopodiché si sono stesi sul lettino e uno dei due, allungando in maniera ripetuta il piede lateralmente, andava a toccare le parti intime dell'altro con insistenza e con l'intento di stimolarlo. Noncuranti della presenza dei bambini, i due giovani hanno iniziato a scambiarsi effusioni amorose in maniera sempre più spinta, toccandosi le parti intime di fronte a tutti i bagnanti.Valutato quanto detto, nel rispetto del buon costume, della serietà istituzionale dello stabilimento e nella tutela dei minori, ho sollecitato educatamente i due ragazzi a mantenere un atteggiamento consono all'ambiente, nel rispetto del decoro e indiscriminatamente in relazione al loro orientamento sessuale, smentendo dunque l'accusa rivolta al sottoscritto di aggressione omofoba.Nel ribadire quanto affermato, preciso che, nell'eventuale insistenza del comportamento suddetto, avrei provveduto a chiamare chi di dovere per farlo intervenire. Dichiaro quindi quanto detto e prendo le distanze dal racconto distorto e menzognero esposto dai due ragazzi o chi per loro, avente scopo di strumentalizzazione e scalpore mediatico».QUALCHE RIFLESSIONE A MARGINE DI QUANTO ACCADUTOLo spirito di delazione che innerva il Ddl Zan è già ben presente non solo nella comunità LGBT, ma anche nei media. In buona sostanza già da tempo tira un brutto vento che sibila così: dagli all'omofobo. Se una coppia etero amoreggia in modo sconcio forse emetteremo qualche colpetto di tosse per ammonirli. Se è una coppia gay a farlo e abbiamo la raucedine faremo di tutto per non tossire.Viviamo in un clima di intimidazione dove chi dimora nell'aurea sigla LGBT può sentirsi un privilegiato e chi ne è fuori è un perenne candidato alla persecuzione. E infatti avrete notato che quando qualcuno vuole accennare una critica...

8 minAUG 19
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Le effusioni Gay sulla spiaggia di Fregene dimostrano il trionfo dell'ideologia gay

Ennio Morricone muore a 91 anni... Quando la fede si fa musica

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6209ENNIO MORRICONE MUORE A 91 ANNI... QUANDO LA FEDE SI FA MUSICA di Tommaso ScandroglioIn una nota della famiglia si legge che Ennio Morricone è morto «all'alba del 6 luglio in Roma con il conforto della fede». Questa è forse la notizia più rilevante dentro la notizia della scomparsa del compositore romano: Morricone ha lasciato questa terra con il conforto della fede, espressione che, così vogliamo sperare, voglia dire «con il conforto dei sacramenti».E per parlare dell'autore delle musiche di Per un pugno di dollari e di C'era una volta in America iniziamo dal suo rapporto con Dio, perché tutto il resto è secondario, anche per gli uomini di grande talento come lui. In una intervista rilasciata nel 2015 a Famiglia Cristiana così Morricone parlava della educazione cattolica che aveva ricevuto: «Provengo da una famiglia cristiana. La mia fede è nata in famiglia. I miei nonni erano molto religiosi. Con mia madre e le mie sorelle abbiamo sempre pregato prima di andare a letto. Ricordo il periodo della guerra. Durante quei terribili anni pregavamo il rosario. Eravamo tutti molto impressionati. Mi rivedo assonnato che rispondo alle Ave Maria di mia madre. Siamo sempre stati religiosi. La Domenica andavamo a Messa e ci accostavamo al sacramento della Comunione». Una fede che, seppur con qualche riflesso di cristianesimo sociale, era viva anche in età matura: «Io prego un'ora al giorno, ma anche di più. È la prima cosa che faccio. Anche durante la giornata, per caso. La mattina mi fermo davanti a quel Cristo [ed indica un'immagine di Gesù presente nel soggiorno]. E anche la sera. Spero che le mie preghiere vegano ascoltate».LA MUSICA AVVICINA A DIOPoi una domanda sul rapporto tra musica e Dio: «La musica è sicuramente vicina a Dio - risponde il maestro - La musica è l'unica vera arte che ci avvicina veramente al Padre eterno e all'eternità». Se gli occhi sono specchio dell'anima, per Morricone anche la sua musica lo era e rivelava molto di lui: «Luciano Salce, regista di cui ho musicato diversi film, un giorno mi chiamò e mi disse: "Devo lasciarti". "Perché?". Eravamo amici e rimanemmo amici fino alla sua morte. "Perché io faccio film comici e tu fai una musica spirituale, sacrale. Devo lasciarti per forza". Questo episodio mi ha segnato molto. Grazie a lui ho cominciato a ragionarci su. Probabilmente a volte esprimo sacralità anche quando non la cerco o non ci penso». Se da una parte alcune sue musiche esprimono implicitamente una tensione verso il trascendente, altre sue composizioni si inseriscono volutamente nel repertorio sacro. Pensiamo ad esempio Amen, Missa Papae Francisci, Una Via crucis.Se dici Morricone dici "colonne sonore per film", ma in realtà il compositore romano ha spaziato in moltissimi generi ed è stato arrangiatore di canzoni celeberrime come, tra le molte, Sapore di sale, Il mondo, Se telefonando. Tra questi generi quello che coltivava con più passione era la musica contemporanea, che lui chiamava "musica assoluta", forse perché, nelle sue intenzioni, aveva valore di per sé, senza bisogno di un film perché fosse ascoltata. Se per il due volte Premio Oscar la musica contemporanea che scriveva era il suo gioiello più prezioso, questa era sostanzialmente snobbata sia dalla critica, sia dai suoi colleghi compositori contemporanei sia dal pubblico. Quest'ultimo entra comprensibilmente in visibilio per Gabriel's oboe, pezzo celeberrimo che ritorna più volte nel film Mission e la cui melodia dà prova, insieme a moltissime altre colonne sonore, di come Morricone fosse uno degli eredi più degni di oggi del bel canto all'italiana. Di certo il grande pubblico non si avventura nell'ascoltare i suoi concerti per strumenti solisti e orchestra o pezzi come Frammenti di Erossu o le musiche per i balletti Requiem per un destino,...

7 minJUL 8
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Ennio Morricone muore a 91 anni... Quando la fede si fa musica

Legge sull'omofobia: il comunicato della CEI è buono... ma non colpisce nel segno

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6175LEGGE SULL'OMOFOBIA: IL COMUNICATO DELLA CEI E' BUONO... MA NON COLPISCE NEL SEGNO di Tommaso ScandroglioUn raggio di sole dalla Cei. Un comunicato dei vescovi italiani sulla proposta di legge Zan sulla cosiddetta omofobia che è adamantino sin dal titolo: «Omofobia, non serve una nuova legge». Peccato solo per aver accettato di usare il termine "omofobia" che ha una accezione fortemente ideologica. Ma passiamo oltre e andiamo a leggere il contenuto di questo comunicato.Dopo aver condannato giustamente ogni forma di ingiusta discriminazione verso le persone omosessuali, la Conferenza episcopale sottolinea il fatto che «un esame obiettivo delle disposizioni a tutela della persona, contenute nell'ordinamento giuridico del nostro Paese, fa concludere che esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio». E aggiunge che in merito ai nuovi reati che si vogliono introdurre «non solo non si riscontra alcun vuoto normativo, ma nemmeno lacune che giustifichino l'urgenza di nuove disposizioni».LA LIBERTÀ DI PAROLA E DI OPINIONEIl comunicato della Cei addirittura rilancia e lo fa sul tavolo della liberta di parola e di opinione: «Anzi, un'eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui - più che sanzionare la discriminazione - si finirebbe col colpire l'espressione di una legittima opinione, come insegna l'esperienza degli ordinamenti di altre Nazioni al cui interno norme simili sono già state introdotte». I vescovi italiani poi ricorrono ad un esempio paradigmatico e assolutamente azzeccato: «Per esempio, sottoporre a procedimento penale chi ritiene che la famiglia esiga per essere tale un papà e una mamma - e non la duplicazione della stessa figura - significherebbe introdurre un reato di opinione. Ciò limita di fatto la libertà personale, le scelte educative, il modo di pensare e di essere, l'esercizio di critica e di dissenso». In chiusura la Cei suggerisce di puntare non tanto sulla repressione penale, bensì sulla educazione delle coscienze.Il raggio di sole di cui sopra però fa fatica a fendere alcune spesse nubi. Ci spieghiamo meglio. Bene sottolineare il fatto che la persona omosessuale è già tutelata in quanto persona dal nostro ordinamento giuridico. Bene rimarcare il fatto che il Ddl Zan si presta a probabili derive liberticide. Ma quello che fa problema di questa proposta di legge non sono tanto questi due aspetti, o altri aspetti giuridici, bensì che il Ddl Zan volendo tappare la bocca a chi critica l'omosessualità e le condotte omosessuali presuppone che l'omosessualità sia una bene giuridico, che sia una condizione tutelata dallo Stato e che le condotte omosessuali siano diritti legittimi, tutte realtà giuridiche che in effetti sono state già introdotte nel nostro ordinamento dalla legge Cirinnà sulle Unioni civili. In breve il Ddl presuppone il fatto che l'omosessualità sia una variabile dell'orientamento sessuale moralmente accettabile.L'OMOSESSUALITÀ NON FA IL BENE DELLA PERSONADunque il comunicato Cei, pur essendo lodevole, non va alla radice del problema: si deve dire No al Ddl Zan non tanto perché non ci sono lacune normative sulla materia o perché sarebbe un attentato alla nostra libertà di parola, bensì perché l'omosessualità non fa il bene della persona e quindi contraddice il bene comune. Il giudizio morale in questo caso si riflette anche in ambito giuridico-politico. In effetti questa critica di fondo difficilmente sarebbe potuta venire dalla Cei perché la stessa più volte è rimasta inerte di fronte alle veglie arcobaleno tenute in molte chiese di Italia, ai corsi parrocchiali che da inclusivi delle persone omosessuali si trasformavano di fatto in inclusivi dell'omosessualità, alla...

7 minJUN 17
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Legge sull'omofobia: il comunicato della CEI è buono... ma non colpisce nel segno

Morto Carlo Casini, figura controversa del movimento per la vita

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6067MORTO CARLO CASINI, FIGURA CONTROVERSA DEL MOVIMENTO PER LA VITA di TOMMASO SCANDROGLIOMORTO CARLO CASINI, FIGURA CONTROVERSA DEL MOVIMENTO PER LA VITAPresidente del Movimento per la Vita e parlamentare con la DC e l'UDC, è stato protagonista nei suoi 85 anni di molte battaglie, ma ha anche causato dolorose divisioni nel mondo pro life italianodi Tommaso ScandroglioSi è spento ieri all'età di 85 e dopo lunga malattia Carlo Casini, per moltissimi anni presidente del Movimento per la Vita (che fu fondato da Francesco Migliori nel 1980). Magistrato della Corte di Cassazione, docente universitario, membro della Pontificia Accademia per la Vita, giornalista pubblicista, saggista dagli interessi plurimi, la sua esperienza come politico inizia tra le fila della Democrazia cristiana. Siede alla Camera dal 1979 al 1992, poi ricopre il ruolo di europarlamentare nell'84, '89, '94, 2006 e 2009.Anche i suoi detrattori più critici all'interno del mondo pro-life non possono non riconoscere che Casini per decenni è stato una figura centrale - con tutta l'ambiguità dell'accezione che questo aggettivo comporta - nel panorama bioetico nazionale e, con accenti diversi, internazionale.LE BATTAGLIE (PERSE) DEL MOVIMENTO PER LA VITAI suoi sostenitori in queste ore lo ricordano come colui che portò avanti una lotta serrata a favore della vita nascente e morente e a favore della famiglia, durante tutta una lunga parabola temporale entro cui si accesero in Italia battaglie pro e contro il divorzio, l'aborto, la fecondazione artificiale e le unioni omosessuali civilmente riconosciute. Gli amici e collaboratori di una vita piangono la scomparsa di un leader lucido che seppe tenere testa al fronte laicista spostando la battaglia sui temi sensibili dal piano esclusivamente confessionale ad uno più laico, ossia mostrando le ragioni della difesa della vita, sia sotto il profilo morale che giuridico.Amici e collaboratori lo ricordano come il fondatore di un movimento, ben radicato sul territorio, che è stato per lungo tempo il paradigma di riferimento, quasi esclusivo, del mondo pro-life, come un uomo capace di far germinare progetti rilevanti quali i Centri Aiuto alla Vita, il Progetto Gemma, le case di accoglienza per le mamme, la campagna di respiro europeo Uno di Noi e di farsi promotore del referendum abrogativo della legge 194, nonché propugnatore del varo della legge 40 del 2004 sulla fecondazione extracorporea, legge che avrebbe messo fine - così sostengono - al far west procreativo fino ad allora dilagante e che avrebbe impedito al fronte pro choice di varare una norma ben peggiore.Volendo meramente fotografare un dato di fatto e omaggiando la sua memoria di uomo schietto e franco con il ricordo anche di alcuni profondi dissapori che le sue scelte provocarono all'interno del mondo prolife, la figura di Casini è stata indubbiamente anche divisiva. I suoi oppositori più fieri, presenti più tra le fila amiche che nemiche, negli anni gli hanno contestato un eccessivo personalismo nella direzione del Movimento, una scomoda sovrapposizione tra la figura di presidente e il ruolo politico che avrebbe rischiato di far scomparire la buona causa dell'impegno per la vita e la famiglia tra le rapide dei giochi di palazzo.ATTEGGIAMENTO COMPROMISSORIOAltra censura che spesso si è levata nel micro o macrocosmo prolife è stata quella di un atteggiamento compromissorio, quasi con accenti utilitaristi, sul fronte legislativo, promuovendo, oltre al referendum massimalista sulla legge 194, anche uno minimalista e poi appoggiando ad esempio una legge, la 40, che legittima un male morale: presidiare normativamente la fecondazione artificiale al fine di evitare derive ulteriori che poi, puntualmente, si sono verificate. Altresì si...

6 minMAR 25
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Morto Carlo Casini, figura controversa del movimento per la vita

A Sanremo Fiorello prende in giro la Chiesa, i sacerdoti, la fede

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6010A SANREMO FIORELLO PRENDE IN GIRO LA CHIESA, I SACERDOTI, LA FEDE di Tommaso ScandroglioEntra dalla platea ed entra in talare. È Fiorello che apre così il Festival di Sanremo. Con la sua usuale verve affascina il pubblico osannante: «Buonasera fratelli e buonasera sorelle! In questo mondo c'è bisogno di pace! Scambiatevi il segno di pace. Datevi la mano un con l'altro. Fatelo sul serio». Poi spiega il motivo del suo abbigliamento: «Questo è il festival delle polemiche e bisogna iniziare con qualcosa di veramente forte. Questo non è un abito blasfemo, ma un abito di scena. Dovevamo iniziare con qualcosa di potente. Questo è l'abito originale di Don Matteo». Lo sketch si conclude con Fiorello e tutto il pubblico che cantano "Amadeus" sulle note dell'alleluia.CATTOLICI RIDOTTI A MACCHIETTAFiorello, pleonastico a dirsi, è un genio dello spettacolo. Ma ai geni si deve perdonare di meno che alla very normal people proprio a motivo del loro genio. Il primo commento, quello più epidermico e dettato dalle viscere, è intuitivo per i lettori della Bussola: Fiorello ha preso in giro la Chiesa, i sacerdoti, la fede. "Lo facesse con l'islam con tanto di Kufi in testa o scimmiottasse il cohen ebraico!", a qualcuno scapperebbe da dire. Il Rosario Tindaro nazionale lo sa ed è per questo che ha tirato fuori la foglia di fico dell'abito di scena per coprire alcune pudenda che in realtà hanno visto milioni di spettatori.Però se facciamo tacitare per un attimo le nostre viscere, ci accorgiamo di un fatto quasi banale. Fiorello inconsapevolmente ci ha confermato in una verità tanto lapalissiana che non riusciamo nemmeno più a vederla: la Chiesa, la fede, i sentimenti religiosi, etc. vanno bene ormai solo per far ridere. I cattolici sono ridotti a macchiette. La religione cattolica sopravvive nella mente dei più come una tenue eco di qualcosa di assolutamente alieno con la vita di ogni giorno, buona solo per strappare sbadigli, sdegnose riprovazioni (sagrestia per molti fa rima solo con pedofilia) o risate se ci mette del suo un comico.SOLO CANZONETTE?Già il fatto che Fiorello si presenti in talare la dice lunga. Quanti sono i sacerdoti in talare? Lo zero virgola. Però nell'immaginario collettivo il sacerdote è in talare. Fiorello stimola l'immaginario collettivo e dunque la talare ha una sua ragion d'essere. Però - e qui sta il punto - si tratta ormai solo di un simbolo, di una icona, di una suggestione visiva senza più nessun aggancio con il reale. Siamo perciò oltre alla satira del sacro. Il sacro è ridotto né più né meno ad un espediente di scena, ad un canovaccio teatrale, ad un topos comico, ad una maschera, così come in Shakespeare c'è il buffone e la prostituta. Perciò non prendetevela cari cattolici, nulla di personale. La talare è solo un pretesto, appunto «un abito di scena», come ha ricordato il Nostro.E dunque Fiore ci può prendere in giro perché i cattolici che vivono la loro fede in talare - ossia seriamente - sono pressoché estinti. Quindi numericamente innocui e di certo quei pochi esistenti non siedono nella stanza dei bottoni. Gli altri, i cattolici con il maglioncino grigio topo, plaudono festanti al dileggio festivaliero cantando "Amadeus" sulla melodia dell'alleluia parrocchiale. Tanto sono solo canzonette, si dirà.

4 minFEB 6
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A Sanremo Fiorello prende in giro la Chiesa, i sacerdoti, la fede

Se ti adegui ai compromessi stai rinunciando alla realtà (e alla tua identità)

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5968SE TI ADEGUI AI COMPROMESSI STAI RINUNCIANDO ALLA REALTA' (E ALLA TUA IDENTITA') di Tommaso ScandroglioIn giro c'è aria di rinuncia. Il maschio da tempo ha dismesso la sua armatura e s'imbelletta nelle beauty farm, abdica al ruolo di padre preferendo quello più comodo di amico dei propri figli. La donna abbandona il focolare domestico e salta sul rapido 901 che si chiama divorzio express, destinazione successo personale oppure s'imbarca sul transatlantico della carriera emancipatrice. La politica desiste dagli ideali alti, più attratta, sotto ricatto elettorale del popolino cresciuto sull'Isola del Famosi, dal cabotaggio tra i litorali dei desideri dei cittadini che si fanno diritti in Parlamento.La Chiesa rinuncia alla trascendenza nelle fede e alla metafisica in morale e si scolora in un'organizzazione non governativa che, sempre a rimorchio, dà una mano ai governi in tema di povertà e immigrazione, temi alla fine confortevoli. La scuola si è ridotta a un'erogatrice di servizi insipidi e incolori perché l'inclusività e il pluralismo non hanno mai incendiato i cuori dei ragazzi, ma solo strappato a loro ampi sbadigli. I media, con lodevoli eccezioni, cucinano con ossessiva ripetitività lo stesso menù fatto di stereotipi di plastica e di giudizi copia-incolla.LA RINUNCIA ALLA PROPRIA IDENTITÀIn breve pare che ognuno abbia rinunciato ai propri ruoli naturali, alla sua vocazione, ossia alla sua identità. Il filosofo francese Vladimir Jankélévitch ebbe a scrivere in merito all'identità: «io sono il solo ad essere me stesso» (La cattiva coscienza, Dedalo, Bari, 2000, p. 130). Ecco, pare che si faccia a gara per imitare chi non dobbiamo essere: il maschio imita la donna, la donna il maschio, la Chiesa lo Stato, lo Stato la Chiesa perché si dogmatizza (es. la Costituzione è sacra, l'Europa non si tocca), etc.Il risultato è il seguente: se ciascuno di noi insieme allo Stato, alla Chiesa, alle varie agenzie educative e realtà sociali, preferisce giocare a ribasso, il mondo si svuota di identità e il «diventa ciò che sei» di Pindaro (Pitiche, II, 72) svapora di significato. L'identità è quel tratto di bisturi inciso dalla natura nella carne viva dell'uomo che la storia e la volontà di molti agguerriti ominidi tentano da sempre di cancellare. In tal modo la fisionomia dell'uomo, della donna, degli ordinamenti giuridici, della scuola si deforma, anzi diventa amorfa, liquida. Senza più confini l'uomo non diventa libero, ma si perde perché cammina nel deserto. «Sono libero, ma tra i morti» ricorda il Salmo 87.LA GUERRA CONTRO LA REALTÀOra tratto comune di tutte le ideologie è la guerra contro la realtà, contro ciò che è così come è, ossia contro l'identità. Questo per tentare, con sforzo da Sisifo, di sostituire al reale un ideale.Aleksandr Solženicyn racconta nel suo Arcipelago Gulag che l'intellighenzia staliniana un giorno chiese al fior fiore degli ingegneri esperti in mobilità quanti passeggeri ci potessero stare in un vagone ferroviario. Gli ingegneri fecero i conti e li presentarono ai politici. Questi ne furono scandalizzati. Ma come?! Così pochi?! I vagoni dei treni della Grande Madre Russia sono i migliori al mondo e quindi di certo possono contenere un numero di passeggeri enorme. Risultato: gli ingegneri finirono nei gulag con buona pace dei loro calcoli. Se la realtà non ti piace, fai guerra alla realtà.E così se io sono maschio, ma mi sento donna, magicamente divento ciò che la realtà mai potrà concedermi. Se la donna pensa che la sua felicità sia involarsi lontano dalla famiglia e dai figli, ecco l'emancipazione femminile che sbeffeggia la maternità come costrutto sociale, non riconoscendola come realtà naturale. Se la Chiesa pensa che lo srotolarsi dell'esistenza umana scorra unicamente sul piano...

6 minJAN 15
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Se ti adegui ai compromessi stai rinunciando alla realtà (e alla tua identità)

Per la Pontifica Accademia Biblica i sodomiti non praticavano l'omosessualità, ma erano poco accoglienti (un' po' come Salvini)

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5940PER LA PONTIFICA ACCADEMIA BIBLICA I SODOMITI NON PRATICAVANO L'OMOSESSUALITA', MA ERANO POCO ACCOGLIENTI (UN' PO' COME SALVINI)L'omosessualità, che per la Chiesa è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio, oggi è riabilitata dai biblisti (che si sono dimenticati la dottrina della Chiesa)di Tommaso ScandroglioUna corposa e sistematica revisione della dottrina cattolica sull'omosessualità partendo da una lettura per lo meno parziale della Scrittura. E' quanto emerge dalla sezione dedicata ai rapporti tra persone dello stesso sesso contenuta nel libro Che cosa è l'uomo? redatto dalla Pontificia Accademia Biblica (PAB). Come già scritto il testo viene presentato come una «lettura antropologica sistematica della Bibbia», commissionata «dal Papa in persona».Indagheremo qui la sezione dedicata all'omosessualità che occupa circa lo spazio di dieci pagine.Evidenziamo innanzitutto il seguente passaggio: ...

13 min2019 DEC 24
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Per la Pontifica Accademia Biblica i sodomiti non praticavano l'omosessualità, ma erano poco accoglienti (un' po' come Salvini)

Intervista semiseria al signor ''politicamente corretto''

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5798INTERVISTA SEMISERIA AL SIGNOR ''POLITICAMENTE CORRETTO'' di Tommaso ScandroglioIncontriamo il signor Politicamente Corretto a casa sua, che in realtà è una lussuosa villa con piscina olimpionica, posta sulla sommità di un colle con una vista a 360° sulla valle dove abitiamo noi comuni mortali. La villa ha pianta circolare e un'infinità di porte d'accesso. All'interno, le innumerevoli stanze hanno la caratteristica di essere dipinte ciascuna con un proprio colore. In tal modo nessuna tinta è assente in questa spettacolare dimora. Altra peculiarità, non ci sono spigoli all'interno. Ne sono sprovvisti sia i muri che i mobili. Politicamente Corretto, prima dell'intervista, ci ha rivelato che così nessuno si ferisce.Il padrone di casa ci accoglie in un'ampia vestaglia con una stampa fantasia, dove il simbolo della pace, rigorosamente color arcobaleno, pare avvolgere il nostro interlocutore in un vaporoso abbr...

17 min2019 SEP 4
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Intervista semiseria al signor ''politicamente corretto''

Tutte le menzogne di giornali e televisioni su Vincent Lambert

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5661TUTTE LE MENZOGNE DI GIORNALI E TELEVISIONI SU VINCENT LAMBERT di Tommaso ScandroglioUn proverbio recita: "Al buio tutti i gatti sono grigi". Ciò a dire che occorre mettere il gatto alla luce per capire qual è il suo colore. Questo vale per tutti i fatti della vita: solo se si descrivono gli accadimenti per quelli che sono realmente, si potranno formulare giudizi corretti. Dunque, imprescindibile per ben giudicare è accendere la luce della verità.Nel caso Lambert, i media da una parte non hanno descritto come sono andate e come stanno realmente le cose e su altro fronte hanno strumentalizzato alcuni particolari veri della vicenda per benedire l'eutanasia. Il risultato è una distorsione del dato reale per fini eugenetici inoculando nella coscienza collettiva giudizi morali non fondati sull'autentico bene dell'uomo. E, come sempre è avvenuto, quello che rimarrà del caso Lambert non sarà la verità, bensì l...

21 min2019 JUN 14
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Tutte le menzogne di giornali e televisioni su Vincent Lambert
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